Grillo: “Di Maio ‘a cartelletta’”. Caon lascia Forza Italia. Palamara: “mi candido a settembre”
La campagna elettorale verso le prossime elezioni politiche si può dire ufficialmente iniziata.
Giorgia Meloni
Si dice pronta, ad esempio, Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia. In un’intervista alla Stampa spiega: «da tempo lavoriamo alla costruzione di un programma. A differenza della sinistra, non ci dobbiamo inventare un’identità. Le nostre proposte si conoscono, si tratta di ribadirle. Il centrodestra può vincere le elezioni, ma governerà in una fase complessa. Nel programma comune – sottolinea – dovremmo concentrarci sulle cose che si possono fare. Meglio mettere una cosa in meno, che una in più che non si può realizzare. Dovremmo prendere tutto il meglio che c’è. Senza pregiudizi».
Su chi dovrà governare risponde: «chi vince governa, questa regola ha sempre funzionato, non abbiamo nemmeno il tempo di cambiarla».
Sulla fase che il Paese si trova ad affrontare, con particolare riferimento alle riforme che vanno portate a termine per i fondi del Pnrr, Meloni si dice disponibile a garantire che le scadenze vengano rispettate, evitando i tatticismi: «garantiremo la nostra disponibilità affinché si arrivi alle scadenze in tempo utile. Se non otteniamo dei soldi è perché il Governo non ha lavorato bene».
Su quel Governo e sul suo rapporto con il premier Draghi, che definisce leale, dice: «era evidente che fosse stufo delle liti. Però non puoi pensare che arrivi in Aula, meni tutti e gli altri ti dicano ‘bravo’».
Infine, sulla guerra in Ucraina afferma: «sostenerla è stata una delle decisioni più facili della mia vita. Sull’invio di armi bisogna essere lucidi: non possiamo pensare di essere neutrali senza conseguenze».
Beppe Grillo
Beppe Grillo, patron del Movimento 5 Stelle, intanto, interviene sulla regola del secondo mandato. «Possiamo essere morti tra 15 giorni, non lo so. Ma so che questi nostri due mandati sono la luce nella tenebra, sono l’interpretazione della politica in un nuovo modo, come un servizio civile – afferma. – Sia io che Casaleggio quando abbiamo fatto queste regole non l’abbiamo fatto per ‘l’esperienza’, per andare avanti, ma perché ci vuole una interpretazione della politica in un nuovo modo. Noi siamo questi e la legge dei due mandati deve diventare una legge di Stato. L’Italia si merita una legge sui due mandati e sui cambi di casacca» – continua, scrivendo sul suo blog.
Il comico genovese, poi, commenta il ruolo del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ex pentastellato. «Ci vuole una nuova interpretazione della politica e vi dico la verità: tutti questi sconvolgimenti, queste defezioni nel nostro Movimento, queste sparizioni sono provocate da questa legge che è innaturale, che è contro l’animo umano. C’è gente che fa questo lavoro, entra in politica per diventare poi una “cartelletta”. Gigino “a cartelletta” ora è di là che aspetta il momento di archiviarsi in qualche ministero della Nato. E ha chiamato decine e decine di cartellette che aspettano come lui di essere archiviate a loro volta in qualche ministero» – si legge ancora sul blog.
Renato Brunetta
Il ministro della Pa, Renato Brunetta, interviene a Sabato Anch’io su Rai Uno. «Gli affari correnti in un momento eccezionale sono strumenti eccezionali. Guerra, inflazione, energia sono fatti eccezionali e quindi il governo per come per come è stato concordato anche con il Capo dello Stato avrà i poteri per rispondere ai problemi eccezionali: avremo tutti i poteri, tranne quello di poter mettere la fiducia» – spiega.
Sulle necessità della popolazione aggiunge: «è necessario tutelare il potere d’acquisto degli italiani e il carrello della spesa deve rimanere lo stesso. La mia proposta è quella di tagliare l’Iva sui prodotti alimentari e sui beni di prima necessità, utilizzando l’extragettito. Mi batterò perché il carrello della spesa di questi prodotti sia lo stesso».
Matteo Renzi
Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, commenta critico la scelta di Enrico Letta di chiudere “sul campo largo”: «serve un polo del buonsenso. Hanno già deciso di perdere e si attrezzano per fare opposizione. Se questo è il disegno, Letta rischia di essere il segretario di un partito che lascia per la prima volta la maggioranza assoluta alla più estrema destra del panorama europeo» – dice in un’intervista alla Stampa.
E aggiunge: «non capisco la scelta dem. Magari prendono il 25%, ma lasciano alla Meloni e a Salvini la possibilità di cambiare la Costituzione da soli. Se davvero fosse così, auguri».
Intervistato dal Tg2 Renzi ha dichiarato: «Italia viva sta dalla parte delle famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese, altro che complicati giochi e inciuci di palazzo. Questo per noi significa essere di centro. Draghi era il migliore di tutti ed è stato fatto fuori per questo: per invidia e per rancore. Noi – spiega il politico fiorentino – porteremo avanti la sua eredità. Se Letta e il Pd riusciranno a mettere insieme una grande alleanza, un fronte repubblicano credibile e coeso, allora saranno forti se, invece, il Pd rinuncerà a questo ruolo, avrà la responsabilità di portare al governo la peggior destra europea».
Giuseppe Conte
Parla anche il presidente dei pentastellati, il tanto indicato Giuseppe Conte. Rispondendo a un post di Enrico Letta sull'”Italia tradita” scrive: «è vero, Enrico. L’Italia è stata tradita quando in Aula il Premier e il centrodestra, anziché cogliere l’occasione per approfondire l’agenda sociale presentata dal M5s, l’hanno respinta umiliando tutti gli italiani che attendono risposte. “L’agenda Draghi” da voi invocata ha ben poco a che fare con i temi della giustizia sociale e della tutela ambientale, che sono stati respinti e umiliati sprezzantemente».
E aggiunge: «non è più tempo di formule e giochi di palazzo. Ora ci sono le elezioni, non voteranno solo i noti commentatori di giornali e talk show che ci attaccano e i protagonisti dei salotti finanziari che ci detestano. Anche chi non conta e chi non ha voce potrà far pesare il proprio giudizio. Noi per loro ci saremo sempre».
Partiti in campo
Intanto Forza Italia perde un altro dei suoi, lascia il deputato Roberto Caon che afferma: «ho sempre creduto e portato avanti in Parlamento i valori liberali della democrazia, garantita anche dal Patto Atlantico, del libero mercato e dei diritti del singolo individuo. Oggi Forza Italia non rappresenta più questi ideali di libertà e si è ridotta a costola del più becero populismo illiberale, razzista e qualunquista. La decisione di non votare la fiducia alla personalità più prestigiosa che l’Italia potesse vantare a livello internazionale come quella di Mario Draghi è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Lascio il partito del presidente Berlusconi per continuare a rappresentare i valori che mi hanno portato in Parlamento e che non intendo tradire per meri interessi elettorali. Oggi le priorità da affrontare sono il rincaro del prezzo dell’energia, l’abbassamento del cuneo fiscale e il costo delle materie prime».
Scende in campo per le elezioni anche l’ex magistrato Luca Palamara. «Mi candido alle elezioni del 25 settembre. Chi saranno i nostri interlocutori politici? Io penso che questo sia un tema che storicamente ha interessato il mondo del centrodestra. Ma non solo. Penso che il tema della giustizia abbia diviso il Paese in due tra garantisti e giustizialisti, ed è stata la vera sconfitti. Il Paese è di tutti. Quindi è molto semplice: no all’uso politico della giustizia. La mia battaglia di verità continua» – dichiara.
Alle fila dei pentastellati, invece, potrebbe aggiungersi l’ex deputato Alessandro Di Battista che in un video afferma: «io vi ringrazio perché in tanti mi state scrivendo di ributtarmi nella mischia. Come sempre cerco di essere molto sincero, il che per qualcuno è la mia debolezza anche se io penso che sia la mia forza. Vedrò cosa succede in questi giorni. Finisco il mio lavoro, perché io lavoro, torno in Italia e vedo cosa succede, perché penso che molte cose che vengono dette dai politici a caldo, nei prossimi giorni verranno ritrattate. Io non sono disposto a tutto pur di tornare in Parlamento» – specifica alla fine.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA-GIUSEPPE LAMI