meloni saied

La premier italiana, la presidente della Commissione europea e il premier olandese hanno incontrato il presidente tunisino Saied

Nel Palazzo Presidenziale di Cartagine l’11 giugno si è svolto il meeting tra la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, la presidente della Commissione dell’Unione europea Ursula von der Leyen, il primo ministro olandese Mark Rutte e il presidente della Repubblica della Tunisia Kais Saied.

Von der Leyen: “afforzare le nostre relazioni e investire nella stabilità”

La presidente von der Leyen ha spiegato che “con la Tunisia ci unisce molto di più della posizione geografica, ci unisce la storia. È nel nostro comune interesse rafforzare le relazione e investire nella stabilità e nella prosperità del Paese

Rafforzare le relazioni “è il motivo per cui siamo qui, ed è per questo che stiamo lavorando con la Tunisia su un pacchetto globale, che si basa su cinque pilastri” assicura von der Leyen. Partendo dallo sviluppo economico “sosterremo la Tunisia, per rafforzarne l’economia. La Commissione Europea sta valutando un’assistenza macrofinanziaria, non appena sarà trovato l’accordo necessario, siamo pronti a mobilitare fino a 900 milioni di euro per questo e potremmo fornire altri 150 milioni di euro di sostegno al bilancio“. Il secondo pilastro prevede “gli investimenti e il commercio. L’Ue è già il principale investitore e partner commerciale della Tunisia, ma c’è molto potenziale per creare posti di lavoro e stimolare la crescita qui in Tunisia“. La presidente della Commissione Ue ha sottolineato l’importanza del settore digitale e il progetto del “cavo sottomarino Medusa che collegherà le due sponde del Mediterraneo” così da collegare, entro il 2025, 11 Paesi del Mediterraneo e “insieme alla Banca Europea per gli Investimenti, stiamo investendo 150 milioni di euro in questo progetto” ha spiegato in conclusione.

Meloni: “primo passo importante verso la creazione di un partenariato”

«Siamo molto contenti di questa dichiarazione congiunta firmata tra Unione europea e Tunisia. È un primo passo importante verso la creazione di un vero e proprio partenariato con l’Unione europea che possa affrontare in maniera integrata tanto e la crisi migratoria, quanto il tema dello sviluppo di entrambe le sponde del Mediterraneo. Abbiamo un’importante finestra di opportunità, vogliamo arrivare al Consiglio europeo di fine giugno con un memorandum già siglato tra Ue e Tunisia» così la premier Meloni.

La presidente del consiglio ha aggiunto di essere pronta “a organizzare una conferenza internazionale su migrazione e sviluppo della quale abbiamo parlato con il presidente Saied che è un’ulteriore tappa di questo percorso

Rutte: rafforzamento partenariato sia in accordo con i diritti umani

Il primo ministro olandese ha sostenuta la sua vicinanza con quanto detto da Ursula von der Leyen, ponendo l’accento sul fatto che il partenariato con la Tunisia vada rafforzato ma “in pieno accordo con i diritti umani“. Inoltre ha annunciato che “i Paesi Bassi invieranno al più presto una missione economica in Tunisia per discutere di energia, agricoltura, gestione delle risorse idriche e, naturalmente, turismo. E per ricostruire l’enorme corporazione bilaterale già in corso nell’area degli aiuti allo sviluppo, oltre ad altre questioni bilaterali di cui discutiamo e su cui stiamo lavorando“.

Saied: “lavorare insieme per capovolgere la clessidra”

In un comunicato della presidenza della Tunisia si legge che il presidente Saied “ha fatto notare che la soluzione che alcuni sostengono segretamente di ospitare in Tunisia migranti in cambio di somme di denaro è disumana e inaccettabile, così come le soluzioni di sicurezza si sono dimostrate inadeguate, anzi hanno aumentato le sofferenze delle vittime della povertà e delle guerre“. Inoltre è necessario “lavorare insieme per capovolgere la clessidra” senza “condizioni o diktat alla Tunisia“, sottolinea il presidente Saied spiegando che il Fondo monetario internazionale “deve rivedere le sue ricette dopodiché si potrà arrivare a una soluzione” perché da un “prestito i tunisini non raccoglieranno altro che più povertà“. “Le soluzioni non possono essere dei diktat e quelle tradizionali porteranno solo ad un ulteriore aggravamento delle condizioni sociali, danneggeranno la Tunisia e la regione” chiosa Saied.

Cosa prevede la dichiarazione congiunta

Nella dichiarazione congiunta firmata da Saied, von der Leyen, Meloni e Rutte si legge che “nell’ambito del nostro lavoro congiunto sulla migrazione, la lotta contro la migrazione irregolare da e verso la Tunisia e la prevenzione delle perdite di vite umane in mare, è una priorità comune che comprende la lotta ai contrabbandieri e ai trafficanti di esseri umani, il rafforzamento della gestione delle frontiere, la registrazione e il rimpatrio nel pieno rispetto dei diritti umani“. Inoltre “riteniamo che vi sia un enorme potenziale per generare benefici tangibili per l’Ue e la Tunisia. Il partenariato globale coprirebbe le seguenti aree: rafforzamento dei legami economici e commerciali, un partenariato energetico sostenibile e competitivo, migrazione, contatti interpersonali. L’Ue e la Tunisia condividono priorità strategiche e in tutti questi settori trarremo vantaggio da una collaborazione più stretta

Il partenariato tra Unione europea e Tunisia prevede “cooperazione rafforzata nei settori della ricerca, dell’istruzione e della cultura. Lo sviluppo di partenariati nel campo delle competenze, aprirà nuove possibilità in termini di generazione di competenze e opportunità di mobilità, in particolare per i giovani” e “il rafforzamento del dialogo politico e strategico in seno al Consiglio di associazione Ue/Tunisia prima di fine anno costituirà un’importante occasione per rinvigorire i legami politico-istituzionali, con lo scopo di affrontare insieme sfide internazionali comuni e preservare un ordine mondiale basato sulle regole

Dall’Unione europea e dalla Tunisia è stato dato incarico al commissario europeo per l’Allargamento Oliver Varheliy e al ministro degli Esteri tunisino Nabil Ammar di stilare un memorandum d’intesa (Memorandum of Understanding) che dovrebbe essere sottoscritto dalla Tunisia e dall’Ue “prima di fine giugno”.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/CHIGI PALACE PRESS OFFICE/FILIPPO ATTILI