La disposizione del Messico contro il fumo di sigaretta riguarda anche i luoghi all’aperto, le spiagge, gli hotel e i posti di lavoro
Dallo scorso 15 gennaio il Messico ha dichiarato guerra al fumo: le autorità hanno vietato le sigarette in tutti i luoghi di lavoro e pubblici, sia al chiuso che all’aperto, inclusi parchi, piazze, spiagge e stadi sportivi. Chi non rispetta il divieto rischia multe salate.
“Fumare in aree vietate potrebbe comportare multe fino a 550 dollari“, sottolinea Diana Cedillo, vicedirettore dell’Ufficio nazionale per il controllo del tabacco, mentre il mancato rispetto degli ordini del dipartimento sanitario potrebbe anche costare a fino a 36 ore di permanenza in carcere. Come spiega Cedillo, “le nuove disposizioni garantiscono un maggior grado di protezione della salute delle persone e favoriscono l’interesse superiore dei bambini”.
Il divieto, secondo l’Associazione messicana di hotel e motel, riguarda anche le strutture ricettive che tuttavia potranno designare delle aree fumatori all’aperto, spazi “distanti almeno 10 metri, o circa 33 piedi, da altri servizi o strutture“. «Tutte le aree pubbliche della struttura sono state dichiarate no smoking, compresi vaporizzatori, sigarette elettroniche e tutti gli altri prodotti derivati del tabacco. Le aree fumatori designate saranno appositamente contrassegnate in tutto l’hotel affinché gli ospiti possano utilizzarle in caso di necessità», afferma, ad esempio, la direzione dell’Hard Rock Hotel Riviera Maya.
La nuova linea intrapresa dal Messico ha ricevuto il plauso delle autorità sanitarie mondiali. Il capo dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ad esempio, ha espresso il suo consenso con un tweet.
di: Alessia MALCAUS
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