Il capo dei Los Mexicles era fuggito dal penitenziario di Ciudad Juarez, era stato condannato a 224 anni
Muore “El Neto”, il sanguinario leader criminale messicano Ernesto Alberto Pinon, detto “Senz’anima”. L’uomo, 32 anni, era a capo della banda Los Mexicles. Era evaso dal carcere di Ciudad Juarez la scorsa domenica durante l’attacco di un commando armato che ha causato 17 morti e oltre 20 evasi.
Il criminale è morto in uno scontro a fuoco con la polizia. Dopo l’evasione è stato rintracciato tra le vie Toltecas e Tzetzales, nella colonia Aztecas, a Chihuahua: dopo uno scambio di colpi d’arma da fuoco, lui è riuscito a fuggire a bordo di un veicolo rifugiandosi in una stazione di servizio dove è iniziata una sparatoria con la polizia.
Si trovava in carcere dal 2009, condannato a 224 anni per decine di sequestri, ma proprio grazie all’attacco è stato scoperto che viveva una vita all’insegna del lusso anche da detenuto. Viveva, infatti, in una delle 11 celle “VIP” con televisione e arredi di lusso nonché una cassaforte con quasi due milioni di pesos e varie sostanze stupefacenti, collegate con tunnel per permettere i contatti tra detenuti. All’interno dell’istituto, inoltre, sono state trovate 10 armi lunghe, quattro armi corte e cartucce, oltre a 84 telefoni cellulari, quattro chili di metanfetamina, 40 grammi di cocaina, 16,2 chili di marijuana e 1,5 chili di eroina.
Secondo gli inquirenti, nel corso della sua carriera da criminale, iniziata in giovane età e culminata nella leadership della banda al posto del suo predecessore, Jesús Eduardo Soto Rodríguez, El Lalo, a sua volta arrestato e ora detenuto in un carcere nel Chiapas, avrebbe orchestrato almeno 30 rapimenti ed è stato condannato anche per omicidio.
Proprio lui e i suoi affiliati, inoltre, avrebbero causato l’ondata di violenza che ha invaso la città di confine nell’agosto scorso, provocando la morte di 11 persone e il ferimento di almeno altre 20.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/EPA/Luis Torres