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Migranti: 50 persone arrivare a Crotone, 74 a Roccella Ionica

Paura in acque internazionali per il peschereccio Orizzonte, della marineria di Siracusa, attaccato da una motovedetta libica che “ha esploso contro numerosi colpi di mitra”. Lo ha reso noto il presidente della Federazione armatori siciliani, Fabio Micalizzi, che spiega che equipaggio e comandante si sono messi in salvo “miracolosamente”. «In questo momento è fondamentale fornire un intervento tempestivo e adeguato per salvare il peschereccio e assicurare la sicurezza di tutti i membri dell’equipaggio. Sul posto sta per arrivare una nave militare italiana».

Nuovi sbarchi in Calabria

Nella notte tra il 17 e il 18 luglio a Crotone e Roccella Ionica sono sbarcate 124 persone migranti.

Una prima imbarcazione, che trasportava 50 persone, è stata tratta in salvo dalla Guardia costiera di Crotone, si tratta di migranti proveniente in gran parte dall’Iran che hanno compiuto un viaggio di quasi cinque giorni partendo dalle coste turche. A bordo anche 10 minuti di cui quattro non accompagnati. Le persone migranti sono state trasportate al centro di accoglienza dalla Croce rossa italiana, il Sant’Anna.

Anche nelle acque del Reggino la Guardia costiera ha compiuto le operazioni di salvataggio per una barca a vela che trasportava 74 persone. Recuperati a circa 40 miglia dalla costa sono stati trasbordati e fatti sbarcare al porto di Roccella Ionica.

Anche a Lampedusa durante la notte si sono verificati oltre 10 sbarchi, oltre alle 1100 persone che hanno raggiunto l’isola ieri si sono così aggiunte altre 358 persone che sono state trasportate all’hotspot di contrada Imbriacola.

Su Facebook il ministro dell’Interno tunisino ha annunciato che “in applicazione del piano del ministero dell’Interno per la messa in sicurezza dei confini tra Libia e Tunisia sono state istituite pattuglie di sicurezza nel deserto per impedire l’ingresso in Libia di migranti irregolari provenienti dalla Tunisia, così come sono state adottate alcune misure per impedire violazioni di sicurezza lungo la fascia di confine da Ras Jedir a Dehiba Wazen“.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/ ELIO DESIDERIO