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Fremato scafista sbarcato a Lampedusa, tornato in Libia e riapprodato in Italia. Scholz: “segueremo da vicino la questione accordo Italia-Albania

Non si fermano gli sbarchi a Lampedusa.

Sono quasi 600 i migranti arrivati sull’isola in 24 ore. Sembra ci siano due dispersi secondo quanto riferito da uno degli ultimi gruppi approdati sull’isola. Due uomini sarebbero caduti in mare da una barca con altre 67 persone prima che fossero soccorsi dalla Guardia costiera.

La partenza sembra essere stata a Sfax, in Tunisia, dove ciascuno di loro ha consegnato ai trafficanti 1.500 dinari. Ieri, 10 novembre, hanno lasciato l’isola in 266 su un traghetto per Porto Empedocle, tappa provvisoria. Nell’hotspot rimangono in 362, tra cui 79 minori non accompagnati, ma nuovi trasferimenti sono previsti in giornata dalla struttura di contrada Imbriacola gestita dalla Croce rossa italiana. 

Un migrante è stato trovato morto annegato oggi, 11 novembre, a poche miglia dall’isola di Lampedusa. Sul posto è intervenuta una motovedetta della Guardia costiera. Il ragazzo, probabilmente di nazionalità eritrea, era a bordo di una delle numerose imbarcazioni, che sono arrivate ieri sull’isola.

Inoltre, questa mattina la Geo Barents di Medici Senza Frontiere ha salvato 81 persone da un gommone in pericolo dopo l’allerta Alarm Phone e con il supporto di Colibri2, l’aereo di Pilotes Volontaires. Oltre 25 bambini a bordo.

Arrivati 180 persone al porto di Brindisi

La nave Life Support di Emergency ha concluso presso la banchina Montecatini del Porto di Brindisi lo sbarco delle 118 persone tratte in salvo in due differenti interventi nelle acque internazionali del Mediterraneo Centrale. I migranti sono al sicuro a terra, ma ci sono volute oltre 48 ore di navigazione con mare mosso per arrivare al Place of safety (Pos).

Fermato scafista egiziano

Un 40enne egiziano è stato fermato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina dalla squadra mobile di Ragusa riguardo indagini avviate, con la sezione operativa navale della Guardia di finanza, sullo sbarco, del 7 novembre a Pozzallo, di 56 migranti da nave Aurora di Sea Watch.

Si pensa che l’uomo sia il presunto ‘scafista’ del natante salpato dalla Libia e rimasto in balia del mare in acqua Sar maltesi, a circa 50 miglia nautiche a nord-est dell’isola tunisina di Kerkennah, dove si è svolta l’operazione di salvataggio della Ong. Sembra essere già sbarcato sull’isola sicialiana il 10 ottobre, dando però generalità diverse e presentando richiesta di protezione internazionale.

Neanche dopo un mese dal suo arrivo in Italia, è riuscito a tornare in Libia per poi ripartire il 5 novembre alla volta delle coste italiane con il carico di migranti navigando sino a quando è terminato il carburante, per poi trovarsi alla deriva e avere atteso un soccorso che è giunto dalla nave Aurora. Dopo il fermo il 40enne è stato condotto nella casa circondariale di Ragusa.

Scholz su accordo Italia-Albania

«L’accordo sui migranti tra Italia e Albania è innanzitutto una questione tra il governo italiano e quello albanese, ma in questo momento va tenuto anche presente che, a nostro avviso, l’Albania diventerà presto membro dell’Unione Europea – ha detto il cancelliere tedesco Olaf Scholz al Congresso del Pse a Malaga – Stiamo parlando di come risolvere insieme le sfide e i problemi in maniera efficace all’interno della famiglia europea. Seguiremo da vicino la questione. Ciò che conta ora in Europa è correggere le cose che non sono andate per il verso giusto, stabilire un meccanismo di solidarietà e cercare di superare questa sfida», ha detto.

di: Alice GEMMA

FOTO: ANSA/ ELIO DESIDERIO