Mosca valuta positivamente la “reazione misurata” degli USA mentre Zelensky definisce la Russia Stato “terrorista”
Non si è trattato di un attacco alla Polonia. «Non è stato un attacco contro di noi», dichiara infatti il presidente polacco, Andrzej Duda, sul lancio di alcuni missili di presunta fabbricazione russa sono caduti vicino al confine ucraino, uccidendo due persone.
«Probabilmente si è trattato di uno sfortunato incidente. Siamo in contatto diretto con i nostri alleati della Nato. Sottolineo: non abbiamo prove circostanziali che ci permettano di concludere che si è trattato di un attacco alla Polonia», ha detto Duda.
Mosca, intanto, ha convocato l’ambasciatore polacco.
Kiev, tuttavia, sostiene di avere “prove sui russi” e chiede l'”accesso al luogo dell’esplosione”. «Siamo favorevoli a uno studio congiunto dell’incidente. Siamo pronti a consegnare le prove che abbiamo della pista russa. Chiediamo che venga concesso immediatamente l’accesso al sito dell’esplosione ai rappresentanti del ministero della Difesa e del servizio di guardia di frontiera statale», ha scritto su Twitter Oleksiy Danilov, segretario del Consiglio nazionale per la sicurezza ucraino.
Il segretario del comune di Dolchobyczow, dove si trova Przewodow, ha confermato che i missili hanno colpito un’azienda agricola appartenente alla società italo-polacca Agricom, con sede a Setniki, che affitta il terreno di un ex kolchoz. Le due vittime di 50 e 60 anni erano dipendenti della stessa azienda.
Si è intanto concluso il vertice d’urgenza convocato a Bruxelles al termine del quale ha parlato il numero uno dell’Alleanza, Jens Stoltenberg. «Voglio dire in maniera chiara che Kiev non ha colpe ma è il risultato del massiccio lancio di missili russi sull’Ucraina. Questa è la dimostrazione che la guerra di Putin crea situazioni pericolose. Putin deve fermare questa guerra», ha dichiarato il segretario generale della Nato che intanto esclude la possibilità di una no-fly zone perché “non parte del conflitto”.
L’appello del Papa
Papa Francesco chiede lo stop a “ogni possibile escalation” nel conflitto ucraino e il rapido ricorso ad una tregua. «Ho appreso con dolore e con preoccupazione la notizia di un nuovo e ancora più forte attacco missilistico sull’Ucraina che ha causato morti e danni a molte infrastrutture civili – ha detto il Pontefice. – Preghiamo affinché il Signore converta i cuori di chi ancora punta sulla guerra e faccia prevalere per la martoriata Ucraina il desiderio di pace, per evitare ogni escalation e aprire la strada al cessate-il-fuoco e al dialogo. La nostra incessante preghiera è anche per la martoriata Ucraina: il Signore dia agli ucraini consolazione, fortezza in questa prova e dia speranza di pace. Possiamo pregare per l’Ucraina».
Missili ucraini, Cnn conferma
Secondo quanto riferiscono tre funzionari Usa coperti dall’anonimato, in base a valutazioni preliminari risulterebbe che il missile che ha colpito la Polonia sia stato lanciato dalle forze ucraine contro un missile russo in arrivo nell’ambito del lancio di colpi russi di martedì contro le infrastrutture elettriche ucraine. La Cnn ha confermato che si tratterebbe di un missile di fabbricazione russa ma proveniente dall’Ucraina.
I funzionari hanno aggiunto che le valutazioni dell’intelligence sono state discusse durante la riunione di emergenza convocata da Biden a margine del vertice G20 a Bali e sono state condivise nella riunione degli ambasciatori della Nato a Bruxelles.
Durante la riunione del G7 e della Nato di ieri sera, inoltre, il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, avrebbe detto esplicitamente che si tratta di un missile della difesa aerea ucraina.
A tal proposito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che la Polonia aveva tutti i mezzi per dire immediatamente che si trattava di frammenti di missili S-300, quindi non appartenenti alle forze russe. Come riferisce l’agenzia Ria Novosti, in ogni caso, Mosca avrebbe sottolineato positivamente quella che ha definito “la reazione misurata” degli Usa alle notizie sulla caduta di missili in Polonia, un atteggiamento “in contrasto con le dichiarazioni” di altri Paesi.
Zelensky linea dura
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha criticato la permanenza della Russia – che ha definito “terrorista” – al G20 dopo la raffica di attacchi missilistici su Kiev. «Dovrebbe esserci una risposta rapida. Questo attacco è la vera performance russa al G20. Quindi quando dico G19 non mi sbaglio perché la Russia è un Paese terrorista e noi ci proteggiamo. Questa è la realtà», ha dichiarato.
L’intervento di Erdogan
Il presidente turco Erdogan ha parlato di un “errore tecnico” e in una conferenza stampa a margine del G20 ha spiegato di aver ricevuto questa indicazione dal cancelliere tedesco Olaf Scholz, che aveva appena incontrato per un bilaterale. Per conoscere l’origine dei missili, ha aggiunto, occorrerà attendere un esame più attento. «Devo rispettare la dichiarazione fatta dalla Russia. Questo incidente non ha nulla a che fare con loro – ha detto. – Esiste l’impressione generale che i missili caduti in Polonia non siano di fabbricazione russa. Credo che insistere sul fatto che i missili fossero di fabbricazione russa gonfierà la vicenda. Piuttosto stiamo cercando il più possibile di far sedere Russia ed Ucraina allo stesso tavolo negoziale. A questo fine riteniamo che simili metodi, come le provocazioni, non siano corrette. La strada è quella che passa attraverso il dialogo».
Durante la sua conferenza stampa, Erdogan è tornato anche a parlare di quelli che definisce “terroristi”, vale a dire le milizie curde siriane del Ypg che ritiene responsabili dell’attentato a Istanbul di domenica: “coloro che con la scusa della lotta contro l’Isis, danno sostegno all’organizzazione terroristica sono loro complici per ogni goccia di sangue che viene versata“.
La reazione dell’Occidente
È un’escalation preoccupante. In un comunicato congiunto i leader del G7 e della Nato hanno fatto sapere che “condannano i barbari attacchi missilistici che la Russia ha perpetrato martedì su città e infrastrutture civili ucraine”. Nel testo è precisato come si sia “discusso dell’esplosione avvenuta nella parte orientale della Polonia, vicino al confine con l’Ucraina. Offriamo il nostro pieno sostegno e assistenza alle indagini in corso in Polonia. Siamo d’accordo di rimanere in stretto contatto per determinare i passi successivi appropriati man mano che le indagini procedono”.
Scholz, al termine del G20 di Bali, ha sottolineato che “il presidente russo Putin è quasi solo al mondo. Non ha alleati forti. Questo è il risultato più importante del successo del G20 di Bali. È del tutto inaccettabile che continui la sua guerra in Ucraina“.
«Dobbiamo guardare i fatti in modo molto preciso. È una questione su cui non si può sbagliare. Vista la posta in gioco è logico affrontare la questione con la massima prudenza», è stato il commento dell’Eliseo, citato dalla France Presse.
La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha così dichiarato: «offriremo assistenza per le indagini in corso. Rimarremo in stretto contatto con i nostri partner per i prossimi passi. Mentre ci riunivamo, mentre chiedevamo la fine del conflitto la Russia ha condotto attacchi missilistici contro l’Ucraina. Deliberatamente. Saremo al fianco di Kiev fino a quando sarà necessario e resteremo uniti».
Alle stesse indagini parteciperanno anche gli Stati Uniti: «gli Usa sono impegnati a difendere la Polonia e collaboreranno all’indagine” sul missile caduto nel suo territorio che ha ucciso due persone. Manterremo il nostro impegno per tutto l’inverno in modo che l’Ucraina possa continuare a consolidare le conquiste sul campo di battaglia», ha dichiarato il Segretario alla Difesa americana, Lloyd Austin.
La guerra voluta da Putin “rappresenta una minaccia per la nostra sicurezza e finchè va avanti, continuerà a devastare l’economia globale“. Dal pulpito del G20 arriva anche la condanna del premier britannico Rishi Sunak, che riferisce di essersi confrontato direttamente con il Ministro degli esteri russo Lavrov “sull’illegalità e la brutalità della guerra del suo Paese in Ucraina. Appena 12 ore dopo più di 80 missili russi sono piovuti sull’Ucraina occidentale, uccidendo civili e distruggendo infrastrutture civili. Mentre altri leader mondiali stavano lavorando insieme per affrontare le più grandi sfide che il nostro popolo deve affrontare, Putin stava lanciando attacchi indiscriminati contro i civili in Ucraina».
«Questa è la crudele e implacabile realtà della guerra di Putin – prosegue Sunak – finché continua rappresenta una minaccia per la nostra sicurezza e quella dei nostri alleati. E finché va avanti, continuerà a devastare l’economia globale».
Dalla Russia
Il vice rappresentante permanente della Russia alle Nazioni Unite, Dmtry Polyansky, ha rincarato la dose dichiarando che c’è stato un tentativo di provocare uno scontro tra la Nato e la Russia. Gli ha fatto eco l’ex presidente russo Dmitry Medvedev secondo il quale le accuse rivolte alla Russia provano che “combattendo una guerra ibrida contro la Russia, l’Occidente si avvicina a una guerra mondiale“, come si legge su Twitter.
Commenti dall’Oriente
Anche il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha commentato l’esplosione di missili in Polonia: «tutte le parti devono mantenere la calma ed esercitare contenimento per evitare l’escalation della situazione. E’ imperativo portare avanti il dialogo e i negoziati e risolvere la crisi in modo pacifico», ha detto citato dal Global Times.
di: Micaela FERRARO
aggiornamenti di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/EPA/PAWEL SUPERNAK