Isola di Pasqua, lotta tra ambientalisti e allevatori
Un video dal drone girato sull’Isola di Pasqua, nell’Oceano Pacifico, ha mostrato la quantità dei danni subiti dai Moai, le grandi statue monolitiche conosciute in tutto il mondo per essere delle “grandi facce”. Nel mese di ottobre, infatti, è scoppiato un incendio provocato dagli allevatori che bruciavano i pascoli.
Tra gli allevatori di bestiame e le autorità, che si occupano della salvaguardia delle statue, non corre buon sangue. I primi appoggiano il vecchio sistema dei clan per la divisone dei terreni. I secondi, gli ambientalisti, sostengono che l’uso delle terre per allevare il bestiame porti alla formazione di incendi.
«Abbiamo assistito a un aumento esponenziale dell’allevamento di bestiame e dell’agricoltura, soprattutto dall’inizio della pandemia», dice a Reuters Merahi Atam, un archeologo locale.
Secondo diverse statistiche portate avanti dal governo del Cile, dagli anni Novanta gli incendi sull’isola sono aumentati in maniera esponenziale.
L’isola di Pasqua è nominata dagli abitanti Rapua Nui ed è territorio cileno dal 1880.
di: Alice GEMMA
FOTO: EPA/IAN SALAS