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50 anni fa il massacro alle Olimpiadi di Monaco: un commando fece irruzione nel villaggio olimpico e prese in ostaggio atleti e allenatori: una serie di errori da parte della polizia tedesca portò alla strage

Esattamente 50 anni fa si consumò la strage alle Olimpiadi di Monaco, durante la quale 11 membri della delegazione israeliana morirono per mano di terroristi del gruppo palestinese Settembre Nero, commando composto da 8 uomini sorprendendo le persone nel sonno, uccidendo l’allenatore di wrestling Moshe Weinberg e il sollevatore di pesi Josef Romano, che morì dissanguato, mentre altri nove tra atleti e coach israeliani venivano presi in ostaggio.

Per l’occasione, Olaf Scholz, il cancelliere tedesco, ha ricevuto a Berlino il presidente israeliano Isaac Herzog. Il presidente tedesco, Frank-Walter Steinmeier, è intervenuto alla cerimonia per la commemorazione della strage chiedendo “perdono a nome della Germania”: «gli atleti israeliani non sono stati sicuri, non sono stati protetti, sono stati uccisi da terroristi nel nostro Paese. Il nostro Paese non è stato pronto».

A rendere tutto più accessibile al gruppo, fu la decisione della polizia tedesca di vestirsi in borghese e non armata per evitare di ricordare i Giochi di Berlino del 1936 sotto Hitler, che si trovò ad organizzare le operazioni di salvataggio in difficoltà.

Dopo diversi ultimatum da parte dei terroristi, alle 10 di sera si decise di trasferire il commando con gli ostaggi alla base aerea di Fuerstenfeldbruck, nel tentativo di sorprenderli in borghese ma la polizia fu scoperta, innescando di conseguenza una sparatoria. E nonostante tutto, il giorno dopo i giochi proseguirono e l’opinione pubblica si spaccò di fronte a tale decisione.

Recentemente, è stato deciso che la Germania, di comune accordo con le famiglie delle vittime, dovrà risarcire circa 28 milioni di euro.

di: Federico ANTONOPULO

FOTO: EPA/FILIP SINGER