Le regole diffuse dalle autorità vietano anche le riprese di alloggi privati, compresi quelli di migranti sfruttati sui quali sono in corso diverse inchieste giornalistiche
Fanno ancora discutere le regole che tifosi e atleti dovranno rispettare in occasione dei Mondiali in Qatar, al via il 20 novembre. Alle diverse norme connesse alla morale si aggiungono ora nuove restrizioni diffuse dalle autorità qatarine e dedicate ai media.
Le linee guida diffuse vietano ad esempio di intervistare le persone nelle loro case e obbligano fotografi e videomaker a fare richiesta per poter operare. Senza permesso sarà dunque vietato filmare negli edifici governativi, nelle università, nei luoghi di culto e negli ospedali, oltre che in immobili residenziali e aziende private.
Norme che mettono le catene anche al diritto di cronaca di un tema scottante già emerso quale lo sfruttamento della manodopera migrante: il Guardian da anni denuncia il costo umano di questi Mondiali, dimostrato da numerose inchieste; di qui, il divieto di filmare negli alloggi che ospitano, fra gli altri, anche lavoratori migranti.
Già nel 2015, alcuni giornalisti della Bbc erano stati arrestati in carcere proprio a causa di una loro inchiesta sui lavoratori migranti a Doha.
«Fermiamo le campagne diffamatorie e cooperiamo per una Coppa del Mondo che unisca le persone» scrive oggi il quotidiano in arabo Al Raya, media nazionale vicino al Governo, che punta il dito contro il “furioso attacco alla Coppa del Mondo” da parte della stampa europea.
I media del Qatar, strettamente legati al governo, nei giorni scorsi hanno reagito alla copertura giornalista in merito proprio alla questione umanitaria. Il ricco emirato del Golfo ha dovuto affrontare numerose critiche rivolte alla scarsa sensibilità ambientale, al trattamento delle donne, delle minoranze LGBT+ e dei lavoratori migranti.
«Perdonatemi se dubito delle intenzioni dei paesi europei che negli ultimi dieci anni hanno visto i migranti in fuga da conflitti, devastazioni e povertà affogare sul fondo del Mediterraneo» scrive in un editoriale in inglese su Doha News l’artista qatarina Ghada Al-Khater.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/NOUSHAD THEKKAYIL