Il Golden Boy d’Egitto, i 49 amuleti che proteggono la mummia
Lo chiamano il Golden Boy: è una mummia scoperta più di un secolo fa in Egitto che ancora continua ad affascinare storici e archeologici di tutto il mondo. Soprattutto per via dei 49 amuleti preziosi che la proteggono.
La mummia è datata al periodo tolemaico ed è stata trovata con uno scarabeo nel petto, una lingua d’oro e i 49 amuleti in una necropoli dell’Egitto meridionale. Fin dal 1916, data del ritrovamento, è stata posta nei sotterranei del museo Egizio del Cairo che funge da deposito dal 1835.
Il sarcofago è rimasto indisturbato per quasi un secolo prima che Sahar Saleem, professore di radiologia all’Università del Cairo, decidesse di osservarne i resti.
Da una scansione con la tac è emerso che la mummia era di un ragazzo di 15 anni. Il cuore è stato conservato nella cavità toracica perché rappresentava un simbolo spirituale.
I 49 amuleti sono realizzati in oro e pietra e presentano 21 forme diverse, come l’occhio di Horus e il nodo di Iside. Sono disposti in tre colonne tra le pieghe dell’involucro. Un amuleto a due dita è stato trovato in corrispondenza dell’incisione per l’imbalsamazione (l’apertura da cui sono stati rimossi gli organi del ragazzo) e un amuleto d’oro a forma di lingua è stato collocato all’interno della bocca della mummia.
«Gli antichi egizi credevano nel potere degli amuleti, che dipendeva dal materiale, dal colore e dalla forma – ha spiegato il professore Sahar Saleem citato da Rainews. – Durante la mummificazione, gli imbalsamatori dicevano preghiere e recitavano versi dal Libro dei Morti, mentre collocavano gli amuleti all’interno della mummia o tra gli involucri».
Oggi la mummia del Golden Boy è esposta insieme alle immagini della Tac e all’amuleto stampato in 3D nella sala principale del museo.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA