NAUFRAGIO CALABRIA CROTONE STECCATO DI CUTRO

Sale a 68 il numero delle vittime. È stato ritrovato il corpo di un uomo tra i 30 e i 40 anni

Sale a 68 il bilancio delle vittime del naufragio nelle acque di Steccato di Cutro, in Calabria. È stato, infatti, ritrovato il corpo di un uomo tra i 30 e i 40 anni.

Nella mattina di giovedì 2 marzo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato nella camera ardente allestita al Palamilone, a Crotone, per rendere omaggio alle vittime.

Dall’ultima riunione del centro coordinamento soccorsi, aperta in prefettura a Crotone, è emerso che sono tra 27 e 47 i migranti ancora dispersi, sulla base delle stime delle forze dell’ordine.

Soccorsi 211 miranti a largo di Lampedusa

Oggi 3 marzo la guardia costiera ha salvato 211 migranti a largo di Lampedusa. Lo comunica la stessa guardia costiera, precisando che le motovedette SAR CP 324 e CP 303 sono intervenute in zona Sar (search and rescue) italiana per poi fare rotta verso il porto di Lampedusa, “dove i naufraghi sono giunti in sicurezza, tra cui anche il presunto scafista, poi affidato alle forze di polizia”.

Salvini blinda la guardia costiera

Nel rimpallo di responsabilità sulla tragedia di Crotone, Matteo Salvini blinda la guardia costiera che, dichiara, è stata “codardamente coinvolta in una squallida battaglia politica” e chi l’accusa “è ignorante o è in malafede”.

«Io dico grazie agli uomini di mare e faccio appello a certa politica e certo giornalismo: limitate la polemica. Io ho le spalle larghe, ho ricevuto tante accuse, le ritengo per lo più ingiuste. Alcuni giornali, politici e neosegretari di partito riescono a buttare in confusione e polemica una tragedia che ha nomi e cognomi in carcere, cioè gli scafisti che sono gli assassini. Sono viaggi della morte e non della vita. Perché certa politica e certo giornalismo si presta a questo non sta a me a dirlo. Se la guardia costiera difenderà la sua onorabilità nelle aule di giustizia farà solo il suo dovere».

Dello stesso avviso anche il viceministro delle Infrastrutture Edoardo Rixi: «le regole di ingaggio le determina l’Europa e sono uguali per tutti i salvataggi. Bisogna sempre fare luce e fare indagini interne su qualsiasi cosa. Ma nessuno ha detto di non soccorrere persone in mare. Io in montagna ho salvato delle persone, mentre c’è chi parla sui giornali e che in vita sua non è andato mai a salvare nessuno. Io sono per fare chiarezza, chiunque andrà in Parlamento. Si vedranno tutte le cose ma non mi piace che qualcuno metta in discussione il fatto che le forze di soccorso italiane, che non dipendono dalla politica perché sono soccorritori in mare a prescindere. Se il problema è chi fa il ministro o il viceministro ne possiamo parlare, ma nessuno tocchi la Guardia costiera perché metteremmo in discussione un corpo che è ammirato a livello mondiale e vorrei venisse ammirato anche da questo Paese. Anche se un politico avesse detto di fare cose che non dovevano fare loro avrebbero continuato a fare il proprio dovere, come hanno sempre fatto sotto qualsiasi governo. La nostra guardia costiera è quella che a livello mondiale, negli ultimi venti anni, ha salvato più persone. Per quanto riguarda questo episodio ovviamente abbiamo chiesto chiarezza e stiamo visionando tutti i resoconti. Però una cosa è parlare a livello politico, un’altra è accusare corpi dello Stato di non fare il proprio dovere. Frontex ha fatto una segnalazione per una barca che non conteneva migranti e ha detto che il rilevamento termico poteva consentire di avere persone sottocoperta – osserva il viceministro – E’ stata mandata la Guardia di finanza su una operazione di polizia e non di salvataggio perché la barca non aveva problemi. Ha avuto problemi nel momento in cui si è avvicinata alla riva e ha preso una secca. In quel momento sono scattate le operazioni di soccorso secondo la segnalazione».

di: Francesca LASI

aggiornamenti: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA/CARMELO IMBESI