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Il trasferimento delle salme era previsto per oggi, ma non era stato concordato con i parenti delle vittime

Il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, che ha incontrato davanti al Palamilone i familiari delle vittime ha rassicurato le famiglie sulla sorte dei loro cari. I congiunti dei 72 morti nel tragico naufragio a Steccato di Cutro infatti avevano occupato questa mattina le strade in segno di protesta contro il trasferimento delle salme, previsto per oggi ma che non aveva il consenso delle famiglie. I corpi avrebbero dovuto essere portati a Bologna, per essere seppelliti nel cimitero islamico.

«Al cimitero islamico di Bologna andranno soltanto le salme i cui familiari hanno dato il consenso. Tutte le altre resteranno per ora alla camera ardente di Crotone fino a quando non si risolveranno i problemi di carattere burocratico. Il governo sosterrà i costi per il rimpatrio per tutte le famiglie delle vittime» ha assicurato il sindaco.

Preso il quarto scafista

È stato rintracciato il quarto scafista dell’imbarcazione, Gun Ufuk, un cittadino turco di 28 anni arrestato in Austria e ritenuto dalla Procura di Crotone uno dei responsabili della traversata da Smirne all’Italia. Secondo il gip Michele Ciociola, che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare, il 28enne sarebbe stato “lo scafista che conduceva l’imbarcazione e curava la motoristica del natante”.

Secondo quanto racconta uno dei sopravvissuti «sulla seconda imbarcazione l’ho visto più volte guidare». Sempre secondo i testimoni «i componenti turchi dell’equipaggio hanno subito preso degli oggetti neri simili a dei tubi che hanno gettato in acqua e si sono tuffati aggrappandosi ad essi per poi scappare».

Salvato un barchino naufragato a largo di Lampedusa

In area Sar, a largo di Lampedusa, è naufragato un barchino di 7 metri. Sono state salvate 38 persone migranti (di cui 11 donne e un minore) che erano cadute in mare dagli uomini della Capitaneria di porto e della Guardia di finanza. I militari hanno soccorso e fatto sbarcare prima 41 persone e poi le 38 che erano in acqua dopo che il barchino era naufragato.

Nel giro di poche ore Lampedusa è stata raggiunta da tre sbarchi di barchini provenienti dalla Tunisia.

Aumenta il bilancio dei morti

È stato recuperato sulla spiaggia di Steccato di Cutro il corpo della 71esima vittima del naufragio, una bambina di tre anni. Poco dopo, nella tarda mattinata del 7 marzo, è stato rinvenuto anche il cadavere della 72esima, una donna.

Il corpicino della bambina era stato avvistato in mare da alcuni cittadini che hanno avvisato la Guardia costiera che ha provveduto al recupero.

Tra le vittime una reporter afghana

Tra le vittime c’era anche Torpekai Amarkhel, la 42enne giornalista afghana costretta a fuggire dal suo Paese natio trasformato dai Talebani in un carcere femminile a cielo aperto. Nel naufragio hanno perso la vita anche il marito e due bambini mentre una terza bimba di 7 anni è ancora tra i dispersi, secondo quanto riferito da alcuni media di Kabul.

La reporter collaborava da anni a Kabul con l’Onual progetto ‘Unama News’, dopo un passato alla radio nazionale afghana. Realizzava servizi fotografici sulla condizione delle donne, ma il suo mestiere è stato messo al bando. Per questo aveva intrapreso il viaggio verso l’Europa.

La risposta della Commissione Europea a Meloni

«Abbiamo risposto alla lettera della premier Giorgia Meloni» ha riferito la portavoce della Commissione responsabile per gli Affari interni, Anitta Hipper durante il briefing quotidiano per la stampa a Bruxelles. «Il contenuto della risposta – ha detto Hipper – riconosce ciò che abbiamo discusso molte volte qui in sala stampa: che abbiamo bisogno di soluzioni sostenibili di lungo termine per queste tragedie. Ed è in linea con il messaggio che la presidente della Commissione Ursula von der Leyen aveva inviato prima del Consiglio europeo».

Giovedì pomeriggio è atteso intanto il Cdm a Cutro del Governo Meloni. Tra le ipotesi sul tavolo anche correzioni e snellimenti delle procedure per chi entra regolarmente nel Paese e l’inserimento di aggravanti penali specifiche per gli scafisti. Allo studio, inoltre, norme specifiche sui centri di accoglienza e per rendere più efficaci le espulsioni. Non è da escludersi anche un intervento di implementazione dei corridoi umanitari, e si ragiona su un aumento e un’estensione temporale del decreto flussi.

di: Alice GEMMA

aggiornamenti di: Caterina MAGGI

FOTO: ANSA/CARMELO IMBESI