STECCATO DI CUTRO CALABRIA CROTONE NAUFRAGIO MIGRANTI

Salgono a 63 le vittime della strage di migranti nelle acque di Steccato di Cutro. Piantedosi: “verso missioni congiunte con la Francia”

Si aggrava il bilancio delle vittime del naufragio che ha coinvolto un’imbarcazione che trasportava un gruppo di migranti nelle acque di Steccato di Cutro, in Calabria.

I sommozzatori dei Vigili del fuoco hanno recuperato il copro di una adolescente di circa 14 anni, portato via dalla Capitaneria di porto. Salgono, così, a 63 le vittime. Sono 79 i sopravvissuti.

Gli agenti della Squadra mobile di Crotone hanno fermato tre persone con l’accusati di essere scafisti I tre uomini erano stati portati al Centro per richiedenti asilo di Isola Capo Rizzuto insieme ai sopravvissuti del naufragio.

Uno dei presunti scafisti sarebbe minorenne.  I due maggiorenni, rispettivamente di origini turche e pakistane, sono stati trasferiti nel carcere di Crotone, mentre il minore nell’istituto penitenziario minorile di Catanzaro.

Stando ai primi accertamenti, i presunti scafisti avrebbero chiesto alle persone 8mila euro ciascuno per intraprendere il viaggio dalla Turchia. Lo ha riferito la Procura di Crotone, citata da RaiNews.

Un superstite racconta: “il motore ha iniziato a fare fumo e gli scafisti sono scappati”

Un superstite ha raccontato agli inquirenti quanto accaduto.

«Circa quattro ore prima dell’urto della barca, è sceso nella stiva uno dei due pakistani e ci ha detto che dopo tre ore saremmo arrivati a destinazione – ha raccontato – Lui si è ripresentato un’ora prima dello schianto, dicendoci di prendere i bagagli e prepararci a scendere che eravamo quasi arrivati. All’improvviso, il motore ha iniziato a fare fumo, c’era tanto fumo e puzza di olio bruciato. Ho visto che il siriano e due turchi  hanno gonfiato un gommone e sono scappati».

Piantedosi: “verso missioni congiunte con la Francia”

Dopo l’incontro con l’omologo francese Gerald Darmanin, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha annunciato la possibilità di svolgere missioni congiunte con la Francia.

«Abbiamo condiviso propositi e progetti di lavoro congiunto molto interessanti, molto importanti – ha dichiarato Piantedosi – Addirittura, fino a immaginare, ed è un proposito che riteniamo di poter attuare entro il mese di marzo, di poter anche svolgere missioni congiunte, io e il mio collega francese Darmanin, in Paesi che sono di fondamentale importanza come Tunisia e Libia. Questo proprio per dare anche la visibilità di un’azione e quindi di posizioni comuni: noi come Italia e Francia ma nel caso condividendo questa progettualità anche con altre componenti importanti nel contesto europeo».

«Ribadisco la posizione del Governo e il fatto che ci sia stata speculazione su alcune dichiarazioni che sono state del tutto decontestualizzate. È una cosa già successa – ha Piantedosi nel punto stampa a Parigi, dopo l’incontro con Darmanin – Dispiace che in questo momento di tragedia di cui ho testimoniato la sensibilità mia e del governo a Cutro, ci sia un vergognoso livello di strumentalizzazione – ha affermato – è stata messa in discussione la mia posizione sulle partenze da fermare in relazione alla disperazione delle persone».

Il ministro aveva affermato che “la disperazione non può mai giustificare condizioni di viaggio che mettono in pericolo le vita dei propri figli”.

Tajani: “responsabilità degli scafisti”

È intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani.

«Sul naufragio di Crotone mi pare ingiusto ribaltare le responsabilità e attribuirle alle forze dell’ordine e alla Guardia di Finanza, quando invece sono da attribuire ai criminali che compiono l’atto di far partire una imbarcazione di 20 metri con 200 persone a bordo in un mare in tempesta – ha dichiarato tajani al Tg4 Frontex ha avvisato che c’era una nave con 20 persone a bordo, il mare era ancora forte e le imbarcazioni non sono riuscite ad arrivare. Le imbarcazioni della Guardia di Finanza non sono riuscite a raggiungerli a causa delle condizioni del mare, dare la colpa alla Guardia costiera e alle forze dell’ordine mi pare ingiusto per quello che hanno fatto. Il problema va risolto a monte».

Procuratore: “indagini non riguardano i soccorsi”

Il procuratore della Repubblica di Crotone Giuseppe Capoccia ha precisato che le indagini non riguardano il sistema dei soccorsi.

«Stiamo anche vedendo di ricostruire la catena dei soccorsi ma non ci sono indagini su questo – ha affermato Capoccia – Stiamo ricostruendo tutti i passaggi dall’avvistamento in poi per ricostruire cosa è stato fatto e confrontarlo con quello che si doveva fare che sembra sia stato fatto. Di sicuro le condizioni del mare erano terribili. Qui mancano uomini e mezzi alle forze dell’ordine. Il governo dovrebbe capire che sarebbe necessaria impostare in modo diverso le strutture. In estate abbiamo tre sbarchi la settimana».

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/CARMELO IMBESI