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Nuova frontiera delle “torture”, ma il dissidente riesce a scherzarci sopra

Tramite il suo entourage l’attivista Alexei Navalny ha raccontato la tortura a cui viene sottoposto nella colonia penale a Melekhovo. Il dissidente politico ha spiegato che le guardie carcerarie lo costringono ad ascoltare a tutto volume i discorso del presidente Vladimir Putin.

Nel tweet pubblicaot il dissidente spiega i tre motivi che gli rendono sopportabile questa “tortura psicologica”, al numero uno posiziona il fatto che le guardie abbiano di fatto riconosciuto che ascoltare i discorsi di Putin sia una tortura. Segue il fatto che “i poliziotti stesso devono ascoltarlo con me ed è ancora peggio per loro, perché devono camminare lungo il corridoio proprio sotto gli altoparlanti. Quando chiedo loro allegramente quale discorso preferiscono, rimangono in silenzio, perché qualsiasi cosa dicono viene registrata e diventerà nota ai loro superiori. Ma gli sguardi sui loro volti e il modo in cui alzano gli occhi sono già una ricompensa“. In terza posizione per Navalny il fatto che Putin ripeta spesso che “non abbiamo iniziato la guerra, sono stati loro a iniziare la guerra, e noi stiamo cercando di farla finire” e dunque “ogni volta che la sento penso: ho fatto tutto bene, preferisco stare in prigione che sottomettermi a questo tipo di potere. Così scuoto la testa per l’impertinenza di una bugia così. Poi mi addormento felice

Nel frattempo diverse celebrità e personalità importanti hanno chiesto a Putin la scarcerazione dell’attivista.

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/EPA/YURI KOCHETKOV