Il caso risale al 2004, venne sterminata tutta una famiglia
I carabinieri del nucleo investigativo di Torino hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare per un omicidio commesso 18 anni fa nel Torinese. Il caso è quello dell’omicidio di Giuseppe Gioffré, ucciso l’11 luglio 2004 a San Mauro per via di una faida risalente agli anni ’60.
Il caso ha preso una svolta grazie a nuove metodologie scientifiche d’indagine. Le ordinanze di custodia sono state eseguite a Parma e Reggio Calabria. Entrambi i destinatari, secondo gli inquirenti, risultano affiliati alla ‘ndrangheta. Uno era già detenuto per altra causa a Parma.
Il Cold case di Giuseppe Gioffré include anche la strage di una famiglia. La vittima fu uccisa nel 2004 a 77 anni: qualcuno lo avvicinò mentre si trovava su una panchina e gli sparò alla testa.
La storia comincia però nel 1964: Gioffré all’epoca gestiva un bar-panetteria in Calabria. Venne arrestato per un duplice omicidio dai contorni rimasti fumosi: si disse che si trattò di un caso di legittima difesa contro due cugini residenti in un Paese vicino. La verità è che pochi mesi dopo, nella notte del 18 gennaio 1965 mentre Gioffré era in cella, degli sconosciuti fecero irruzione in casa sua a Sant’Eufemia d’Aspromonte e spararono con lupare e pistola alla moglie, Concetta Iaria e ai quattro figlioletti. Uno dei bimbi morì, gli altri rimasero gravemente feriti. Una strage preparata con cura: furono tagliati i fili della luce per precipitare la zona nel buio. Gioffrè si trasferì in Piemonte nel 1972, si risposò e non fece più parlare di sé. L’ipotesi degli investigatori è che secondo la ‘ndrangheta aveva pagato ancora troppo poco, nonostante la strage della sua famiglia, il suo antico sgarro.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA