rafah

Questa mattina sono stati uccisi 8 soldati a Gaza. Il bilancio sale a 152

La guerra in Medio Oriente è giunta al giorno 79.

Un giovane adolescente è stato ucciso a Rafah da alcuni spari della polizia di Hamas durante subbugli formatisi all’arrivo di aiuti umanitari. Alcune fonti locali dicono che all’ingresso di un camion di aiuti nel rione Sultan molte persone hanno provato a prendere scatole di viveri e gli agenti hanno iniziato a sparare avvertimenti in aria. La folla si è però ingigantita e gli agenti hanno sparato per disperderla.

Il giovane è quindi rimasto ferito ed è deceduto. La folla si è lanciata contro un commissariato di polizia e lo ha attaccato a sassate.

Le Forze di Difesa Israeliane hanno dichiarato oggi di avere colpito “circa 200 obiettivi” del gruppo palestinese Hamas nella Striscia di Gaza nelle ultime 24 ore, con le proprie unità terrestri, navali e aeree.

Abu Mazen: “sta arrivando il sole della libertà”

«Il sole della libertà e dello Stato indipendente con Gerusalemme Est come capitale sta inevitabilmente arrivando, ed è addirittura proprio dietro l’angolo – ha detto il presidente Abu Mazen nel suo discorso di Natale, citato dall’agenzia WafaIl fiume di sangue, gli enormi sacrifici, la sofferenza e l’eroica fermezza del nostro popolo sulla sua terra è la via verso la libertà e la dignità. I palestinesi continueranno la  lotta per raggiungere i legittimi diritti di vivere sul suolo della Palestina, in uno stato libero, indipendente e pienamente sovrano».

Il bilancio dei morti e le proteste

Il ministero della sanità di Hamas ha comunicato che il bilancio nella Striscia di Gaza è salito a 20.424 morti.

Nel frattempo, nella serata di ieri, 23 dicembre, a Tel Aviv ci sono state proteste contro Benyamin Netanyahu, con la richiesta di dimissioni. In migliaia sono scesi in piazza per denunciare la responsabilità del premier e del suo governo di non aver saputo impedire l’attacco di Hamas del 7 ottobre.

Continuano i combattimenti a Gaza

Non si fermano le operazione dell’Idf a Gaza con forti combattimenti in tutta la Striscia.

A farlo sapere è stato il portavoce militare secondo il quale nelle ultime 24 ore sono stati colpiti 200 obiettivi di Hamas. Nel nord di Gaza le truppe hanno identificato “un deposito di armi di Hamas all’interno di una struttura civile”.

Intanto, nella mattinata di oggi, 24 dicembre, l’esercito israeliano ha dichiarato la morte di 8 soldati uccisi in combattimento a nord e nel centro della Striscia di Gaza.

Dall’inizio dell’operazione di terra, il bilancio dei militari caduti in battaglia è di 152.

Telefonata tra Biden e Netanyau

Il premier israeliano Benjamin Netanyau ha parlato ieri, 23 dicembre, con il presidente statunitense Joe Biden.

A comunicarlo sono i media segnalando che i due hanno discusso della situazione tra Israele e Gaza.

“Il premier ha chiarito che Israele continuerà la guerra fino al raggiungimento di tutti i suoi obiettivi”, ha detto l’ufficio di Benyamin Netanyahu a seguito del colloquio tra i due. Netanyahu ha “espresso apprezzamento per la posizione degli Usa al Consiglio di sicurezza dell’Onu”. 

“Israele non voleva attaccare preventivamente il Libano l’11 ottobre e non c’è stato alcuna opera di convincimento a tal proposito del premier Benjamin Netanyahu da parte del presidente Usa Joe Biden”, ha continuato l’ufficio del premier definendo “non corretta” l’indiscrezione riportata dal Wall Street Journal.

«Ho avuto una lunga conversazione con Netanyahu oggi, è stata una conversazione privata. Non ho chiesto il cessate il fuoco», ha detto Biden che ha sottolineato la necessità di proteggere i civili a Gaza e coloro che sostengono le attività umanitarie. Ha anche comunicato “l’mportanza di consentire ai civili di spostarsi in modo sicuro dalle aree dei combattimenti”.

di: Alice GEMMA

FOTO: EPA/KHALED ELFIQI