900 i morti israeliani, 687 quelli palestinesi. Due italiani dispersi in Israele
Nuova escalation in Medio Oriente, tra Israele e Gaza.
Israele ha ordinato “l’assedio totale” sulla Striscia di Gaza. Lo ha annunciato il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant. «Stiamo imponendo un assedio completo a Gaza – ha dichiarato Gallant in un video – Niente elettricità, niente acqua, niente gas, stiamo combattendo contro animali e dobbiamo agire di conseguenza».
Stando a quanto riferito da The Times of Israel, è salito a 900 il bilancio dei morti in Israele. Secondo il ministero della Sanità di Gaza, i raid israeliani hanno causato 687 vittime palestinesi. Lo riporta il Guardian. Sono 3.726 i feriti. Secondo il ministero palestinese Israele avrebbe esteso i suoi obiettivi alle équipe mediche e agli ospedali.
«Chiediamo che venga aperto un corridoio umanitario per consentire alle forniture mediche di raggiungere gli ospedali nella Striscia di Gaza» ha dichiarato un portavoce, specificando che la situazione negli ospedali di Gaza è critica a causa della mancanza di medicine e di carburante.
Hamas sarebbe aperta a una tregua con Israele, avendo “raggiunto i suoi obiettivi”. Lo ha dichiarato un alto esponente dell’organizzazione Moussa Abu Marzouk, durante un’intervista telefonica con Al Jazeera. Quando gli è stato chiesto se Hamas fosse disponibile a discutere di un cessate il fuoco, Abu Marzouk ha risposto che il gruppo è aperto a “qualcosa del genere” e a “tutti i dialoghi politici” e ha, poi, aggiunto che l’organizzazione ha catturato “decine” di cittadini israeliani con doppia cittadinanza, compresi quelli con cittadinanza russa e cinese.
Subito dopo, però, arriva una dichiarazione da Abu Obeida, il portavoce delle Brigate Izz ad-Din al Qassam, l’ala armata di Hamas. «Hamas non aprirà negoziati sugli ostaggi finché sarà sotto il fuoco di Israele. Gli ostaggi sono a rischio, ma non negozieremo nulla finché saremo sotto il fuoco, con la minaccia di una invasione o della battaglia» ha dichiarato Abu Obeida in un comunicato rilanciato dalla CNN.
Nelle scorse ore Abu Obeida aveva rilasciato un’altra dichiarazione. «A partire da questo momento, qualsiasi attacco contro il nostro popolo nella sicurezza delle proprie case, senza preavviso, sarà affrontato con l’esecuzione di uno degli ostaggi civili, che abbiamo in custodia che sarà trasmessa in video e audio» ha dichiarato il portavoce, noto con lo pseudonimo di Abu Obeida.
Ritrovati 108 corpi nel kibbutz di Be’eri
Nel kibbutz di Be’eri, al confine orientale con la Striscia di Gaza, sono stati ritrovati 108 corpi di persone israeliane durante il primo giorno di ricerche. Lo ha riferito l’organizzazione rabbinica Zaka, ripresa da Haaretz. Nel kibbutz si trovavano anche i due italiani che al momento risultano dispersi.
Media: ritrovati corpi 1500 terroristi palestinesi al confine con Gaza
Il Jerusalem Post sul suo account X ha scritto che vicino al confine con Gaza “sarebbero stari ritrovati i corpi di circa 1.500 terroristi palestinesi”.
Due italiani risultano dispersi in Israele
In Israele due italiani risultano dispersi. Lo ha riferito il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
«Si tratta di due cittadini italiani che hanno anche passaporto israeliano – ha affermato Tajani – quindi con doppia cittadinanza che erano nel kibbutz di Beeri e che non rispondono all’appello e che non sono rintracciabili. Insieme alle autorità israeliane stiamo verificando dove sono e cosa può essere loro accaduto. Mi auguro che non siano stati presi prigionieri e che non siano stati portati nella Striscia di Gaza ma non abbiamo nessuna notizia, né in un senso né in un altro. La nostra ambasciata, il nostro consolato e l’Unita di crisi della Farnesina sono al lavoro, al contatto con le autorità di Tel Aviv».
Biden: almeno 11 cittadini statunitensi uccisi in Israele
Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha dichiarato che sono “almeno 11” i cittadini statunitensi uccisi in Israele negli attacchi di Hamas. Molti di loro, ha affermato Biden, avevano fatto di Israele “la loro seconda casa”. L’inquilino della Casa Bianca ha aggiunto che ci sono cittadini Usa dispersi e che “stiamo lavorando con i dirigenti israeliani per avere più informazioni su dove si trovano”.
Netanyahu: “abbiamo solo cominciato a colpire Hamas”
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha tenuto un discorso alla tv. «Faccio appello ai partiti dell’opposizione per un governo di emergenza nazionale ma senza precondizioni. Il popolo è unito, lo dev’essere anche la leadership – ha dichiarato Netanyahu – Abbiamo solo cominciato a colpire Hamas e non ci fermeremo. È una guerra per la nostra esistenza». Il premier israeliano ha paragonato Hamas all’Isis, affermando: «Come abbiamo sconfitto l’Isis sconfiggeremo anche Hamas. Ci aspettano giorni duri ma siamo determinati a vincere questa guerra per il nostro popolo».
Secondo alcune fonti israeliane e statunitense citate da Axios, durante il colloquio telefonico di domenica 8 ottobre, il premier Benajmin Netanyahu avrebbe detto al presidente Usa Joe Biden: «Dobbiamo entrare a Gaza. Non possiamo trattare ora». Lo riporta l‘ANSA.
Stando a quanto riferito, in quell’occasione Biden ha chiesto a Netanyahu degli ostaggi. L’inquilino della Casa Bianca, viene riferito, non avrebbe cercato di convincere il premier israeliano a non procedere e avrebbe chiesto del papabile secondo fronte al confine tra Israele e Libano. Netanyahu, viene riferito dall’ANSA, avrebbe risposto che il fronte libanese è motivo di preoccupazione e che Israele “si sta preparando”, ma che non ci sarebbe altra scelta che “rispondere con forza a Gaza”.
Nel frattempo Netanyahu ha negato di essere stato informato in anticipo dell’attacco di Hamas dal capo dell’intelligence egiziana Abbas Kamel, come aveva riportato il sito israeliano Ynet. Netanyahu ha smentito la notizia. In una nota citata da The Times of Israel, il suo ufficio fa sapere che il premier israeliano “non ha parlato né incontrato Kamel dalla formazione del governo, né tramite canali secondari né direttamente, questa è una notizia totalmente falsa”.
Usa: Iran complice di Hamas ma nessuna prova di partecipazione all’attacco
Secondo il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale Usa John Kirby l’Iran sarebbe “complice” di Hamas anche se non ci sono prove di una partecipazione diretta di Teheran alle azioni di Hamas.
«L’Iran è complice anche se gli Stati Uniti non hanno informazioni di intelligence o evidenze che indichino una partecipazione diretta dell’Iran agli attacchi contro Israele da parte del gruppo islamico palestinese Hamas- ha dichiarato Kirby a Msnbc – L’Iran sostiene da tempo Hamas e altre reti terroristiche in tutta la regione con la formazione sulle capacità delle risorse (a disposizione). E quindi chiaramente l’Iran è complice qui, ma in termini di prove specifiche su questo tipo di attacchi non abbiamo nulla».
Media: Qatar starebbe trattando con Hamas per la liberazione degli ostaggi
Il Qatar starebbe trattando con Hamas per liberare gli ostaggi israeliani; a loro volta gli Stati Uniti si stanno coordinando con Doha. Lo hanno riferito alla CNN alto funzionario statunitense e un’altra fonte vicina alle discussioni. Stando a una delle due fonti, domenica 8 ottobre il primo ministro del Qatar avrebbe incontrato i leader di Hamas. «Le cose si stanno muovendo molto velocemente» avrebbe dichiarato la fonte. Non sono arrivate conferme o smentite.
Israele-Libano
Si infiamma anche la situazione tra Israele e Libano.
Tre esponenti di Hezbollah sono stati ucciso in un bombardamento israeliano nel sud del Libano. Lo ha riferito la stessa organizzazione. Il gruppo ha identificato i tre: sarebbero Hussam Mohammad Ibrahim, Ali Raef Ftouni e Ali Hudruj. Nella prima delle tre dichiarazioni dei decessi è stata condivisa una foto di Hussam Mohammad Ibrahim in abiti militari con un fucile d’assalto AK-47.
Dopo la morte dei combattenti, Hezbollah ha annunciato di aver bombardato due caserme israeliane dopo la morte di tre dei suoi combattenti. È quanto si legge in una nota del gruppo. «Gruppi della Resistenza Islamica (Hezbollah), come prima risposta, hanno attaccato (due caserme israeliane) usando missili teleguidati e colpi di mortaio che li hanno colpiti direttamente» si legge nel comunicato, riportato da RaiNews.
Il portavoce militare ha riferito che l’esercito israeliano sta rispondendo con l’artiglieria ai colpi arrivati dal Libano. Lo riporta RaiNews.
La Jihad islamica ha rivendicato il tentativo di infiltrazione dal sud del Libano in Israele. Lo hanno riferito alcuni media libanesi, che hanno citato un comunicato delle Brigate al-Quds, l’ala armata della Jihad islamica. Secondo il Palestine Chronicle, inoltre, le Brigate al-Quds avrebbero confermato che l’operazione nel sud del Libano è parte dell’operazione Al-Aqsa Flood.
Le reazioni internazionali
Guterres invita Israele a rispettare il diritto internazionale
Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha invitato Israele a rispettare il diritto internazionale umanitario. «Chiedo la fine degli attacchi e il rilascio di tutti gli ostaggi e detenuti» ha affermato Guterres, dicendosi “profondamente preoccupato” per l’annuncio di un blocco totale di Gaza. «Abbiamo rapporti secondo cui Israele ha bombardato strutture sanitarie, torri residenziali e una moschea a Gaza» ha aggiunto il segretario generale delle Nazioni Unite.
«Le ultime violenze non sono avvenute nel vuoto. Esse nascono da un conflitto di lunga data, con un’occupazione lunga 56 anni – ha proseguito Guterres – È ora di porre fine a questo circolo vizioso di spargimento di sangue, odio e polarizzazione. Israele deve vedere concretizzate le sue legittime esigenze di sicurezza e i palestinesi devono vedere realizzata una chiara prospettiva per la creazione di un proprio Stato. Solo una pace negoziata che soddisfi le legittime aspirazioni nazionali di palestinesi e israeliani, insieme alla loro sicurezza, la visione a lungo sostenuta di una soluzione a due Stati, in linea con le risoluzioni delle Nazioni Unite, il diritto internazionale e gli accordi precedenti, può portare una stabilità a lungo termine alle popolazioni di questa terra e alla più ampia regione del Medioriente».
Colloquio Macron-Scholz-Meloni-Biden-Sunak
In serata si è tenuto un colloquio in videocollegamento tra il presidente francese Emmanuel Macron il cancelliere tedesco Olaf Scholz, la premier Giorgia Meloni, il primo ministro britannico Rishi Sunak e il presidente degli Stati Uniti Joe Biden. A dare l’annuncio del vertice “a distanza” era stato lo stesso Macron.
In una nota di Palazzo Chigi si legge che i leader “hanno espresso un fermo sostegno ad Israele e una inequivocabile condanna degli spaventosi atti criminali di Hamas, che hanno causato un terribile numero di vittime innocenti, inclusi bambini, donne ed anziani. Si è quindi discusso delle iniziative politiche più urgenti da intraprendere insieme. La tutela della vita degli ostaggi, a partire dai bambini anche di tenera età, è una priorità assoluta e su di essa si concentreranno gli sforzi diplomatici”. Meloni, prosegue la nota, “nel riaffermare il diritto di Israele a difendersi, ha indicato la necessità di operare per evitare un ampliamento della crisi a livello regionale e per tutelare la popolazione civile coinvolta”. I Capi di Stato e di Governo hanno concordato di mantenersi in contatto.
Colloquio telefonico tra Meloni e il premier libanese Mikati
La presidente del Consiglio Meloni ha avuto un colloquio telefonico con il primo ministro libanese Najib Mikati. Lo ha riferito Palazzo Chigi. Meloni ha auspicato “un rapido decremento del conflitto, evitando un allargamento che avrebbe conseguenze incalcolabili per tutta l’area”. Nella conversazione, riferisce Palazzo Chigi, “sono stati affrontati gli ultimi sviluppi nella regione, con particolare riferimento al conflitto in corso in Israele” e la premier ha ribadito la “volontà dell’Italia di continuare a contribuire alla sicurezza e stabilità del Libano nel delicato frangente”.
Tajani terrà informativa in Parlamento il 10 ottobre
Nel frattempo il ministro degli Esteri Antonio Tajani domani, 10 ottobre dovrebbe tenere un’informativa in Parlamento. Stando a quanto riferito, Tajani sarà alla Camera alle 13 e al Senato alle 17. L’informativa, riferisce TgCom24, potrebbe essere accompagnata da una mozione a cui stanno lavorando maggioranza e opposizione.
Ue manterrà aiuti alla popolazione palestinese
L’Unione Europa manterrà gli aiuti umanitari alla popolazione palestinese. Lo ha riferito su X il commissario Ue per la gestione delle crisi Janez Lenarcic.
«Pur condannando fermamente l’attacco terroristico di Hamas, è indispensabile proteggere i civili e rispettare il diritto internazionale umanitario – ha scritto Lenarcic su X – Gli aiuti umanitari dell’Ue ai Palestinesi bisognosi continueranno fino a quando sarà necessario».
Parole di segno opposto rispetto a quelle del commissario all’Allargamento Olivier Varhelyi, che aveva annunciato la “sospensione immediata” della Commissione a “tutti i pagamenti” alla popolazione palestinese.
Erdogan sente Herzog
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha avuto un colloquio telefonico con l’omologo israeliano Isaac Herzog. «Qualsiasi passo che possa danneggiare la popolazione di Gaza collettivamente o indiscriminatamente aumenterà ulteriormente la sofferenza e la spirale di violenza nella regione» ha dichiarato Erdogan, chiedendo lo stop delle violenze nella Striscia di Gaza, come riporta Anadolu. Erdogan, riporta l’agenzia, citata da LaPresse, avrebbe detto a Herzog che è necessario agire con buon senso.
Erdogan, ha riportato Anadolu, avrebbe, poi, chiesto “a Israele di fermare i bombardamenti sulle terre palestinesi ed esorta i palestinesi a fermare gli attacchi contro gli insediamenti civili in Israele”.
Disposto invio di ispettori nelle scuole
È stato deciso l’invio di ispettori in alcune scuole in Lombardia, dopo alcune frasi seguite all’attacco di Hamas. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha dato mandato alla direttrice dell’ufficio scolastico regionale di redigere una relazione per la questura. Lo ha riferito l’ANSA, che cita fonti informate. A scatenare le polemiche è stata la frase «Quant’è bello quando brucia Tel Aviv» postata sulle stories Instagram della Kurva Manzoni Antifa, un gruppo di studenti che sostiene la squadra di calcio e di calcetto del liceo Manzoni. È poi intervenuto il collettivo del Manzoni, che ha affermato: «Ci sono state messe in bocca affermazioni dalle quali prendiamo assolutamente le distanze». Il collettivo ha, poi, evidenziato che “antisionismo non è antisemitismo” e la volontà di mettere “davanti a tutto la condanna di un conflitto le cui ripercussioni ricadono come al solito sui civili”.
di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/EPA/MOHAMMED SABER