Ogni scena è stata girata con effetti speciali fisici e non digitali, ci tiene a sottolineare il regista
Il regista Christopher Nolan è tornato a ribadire che nel suo attesissimo Oppenheimer non c’è nessuna scena girata in CGI. Nolan, insomma, non si è voluto avvalere di strumenti digitali, ma solo di effetti speciali fisici, “ho creato molte esplosioni in molti film diversi, ma c’è qualcosa di davvero unico e particolare nello stare fuori in un deserto nel cuore della notte con un grande cast, realizzando dal vivo delle enormi esplosioni” ha spiegato al magazine Collider.
Prosegue il regista inglese ribadendo che “ricordare come hanno lavorato i professionisti della squadra di lavoro a quelle esplosioni su scala è fantastico. Sapevano che avrebbero potuto dare fuoco all’intero ambiente intorno, ma è stato incredibile lavorare con quel tipo di tensione addosso“, l’obiettivo di Nolan è quello di far percepire un senso di realismo profondo non solo agli spettatori ma anche al cast e alla troupe. In questo senso anche la scelta di alternare, nella pellicola dedicata alla figura del fisico statunitense legato indissolubilmente alla bomba atomica, scene a colori e scene in bianco e nero, dato che “sapevo di avere due linee temporali su cui lavorare. La parte a colori racconta l’esperienza soggettiva di Oppenheimer, mentre la parte in bianco e nero riguarda una sequenza temporale, e si tratta di una visione più oggettiva della storia“.
Il fisico J. Robert Oppenheimer è interpretato da Cillian Murphy e Nolan ha spiegato di aver ricevuto reazioni molto forti dai primi spettatori – il film uscirà negli States il 21 luglio e in Italia il 23 agosto – dato che si tratta di “alcune persone lasciano il film assolutamente devastate. Non possono parlare. Voglio dire, c’è un elemento di paura che è presente nella storia e nelle basi. Ma l’amore per i personaggi, l’amore per le relazioni, è più forte che mai. È un’esperienza intensa, perché è una storia intensa. L’ho mostrato di recente a un regista che ha detto che è una specie di film dell’orrore. Non sono in disaccordo. La storia di Oppenheimer è tutta fatta di domande impossibili. Dilemmi etici impossibili, paradossi. Non ci sono risposte facili nella storia di Robert Oppenheimer. Ci sono solo domande difficili, ed è questo che rende la storia così avvincente. Penso che siamo stati in grado di trovare molte cose su cui essere ottimisti nel film, sinceramente, ma c’è questa sorta di domanda più importante che incombe su di esso. Sembrava essenziale che alla fine ci fossero delle domande che lasceresti tintinnare nel cervello delle persone e stimolare la discussione“.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: EPA/IAN LANGSDON