MONT SAINT MICHEL NORMANDIA

Un monte a volte isola, in base alle maree, da sempre luogo di culto e santuario del Cristianesimo

Il 2023 festeggia i mille anni della fondazione dell’abbazia di Mont Saint-Michel in Normandia, quella che Victor Hugo definì per la Francia quel che “la Grande Piramide è per l’Egitto”. Dal 1979 parte del Patrimonio mondiale dell’Unesco, l’isolotto di Mont Saint-Michel e la sua abbazia sono oggi tra i luoghi più straordinari e incantevoli dell’Europa, nonché tra i più visitati. L’isolotto, anche teatro delle più grandi maree dell’Europa continentale, si estende per 7 ettari e una circonferenza di 960 metri a 92 metri sopra il livello del mare.

Il santuario trova le sue origini già nel IV secondo quando sull’isola, con il diffondersi del Cristianesimo, sorse un primo oratorio in onore di Santo Stefano. Nel 709, come racconta la leggenda, l’Arcangelo Michele apparve al vescovo Sant’Auberto di Avranches chiedendo che venisse costruita una chiesa in suo onore. La richiesta venne ignorata per due volte finché San Michele non decise di punire il vescovo bruciandogli il cranio dopo averlo toccato con un dito. Venne così costruito un primo orario in una delle grotte dell’isola che da Mont Tomb divenne Mont Saint-Michel au péril de la Mer. Nei secoli successivi i conti di Rouen e i duchi di Normandia proseguirono la costruzione di questo luogo ormai millenario, in particolare Riccardo I che nel 966 ottenne da Papa Giovanni XIII l’autorità di fondare un’abbazia benedettina, chiamando i monaci di Saint Wandrille.

Nel 1023 venne posta la prima pietra della chiesa abbaziale con l’abate Hildebert e successivamente l’isola venne fortificata assumendo un ruolo determinante e strategico. Nel 1423 l’isola resistette all’assedio più lungo di tutto il Medioevo da parte degli inglesi che ormai avevano conquistato tutta la Normandia. Visse ancora molte trasformazione: tra il 1523 – quando la nomina dell’abate passò sotto il potere del re di Francia – e il 1622 l’abbazia si trasformò in una prigione e poi in una scuola grazie all’arrivo dei benedettini della congregazione di San Mauro.

Oggi l’isola e l’abbazia si possono visitare accedendo durante la bassa marea – e prestando attenzione alle sabbie mobili – dalle tre porte dell’Avancée, du Boulevard e du Roi. Il punto più alto è costituito dalla statua di San Michele collocata sulla cima dell’abbazia a 170 metri di altezza, visibile dal mare a chilometri di distanza.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/EPA/IAN LANGSDON