VATICANO

Il Pontefice era stato ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma per una bronchite ma è stato dimesso sabato

Papa Francesco ha celebrato la domenica delle Palme in Vaticano dopo il ricovero al Policlinico Universitario Agostino Gemelli. La Santa Sede aveva già rassicurato sulle sue condizioni il venerdì, ma fino all’ultimo non era certo che sarebbe stato il Pontefice a celebrare la messa in piazza San Pietro oppure il vice decano del Collegio cardinalizio, card. Leonardo Sandri.

Bergoglio è arrivato a bordo della papamobile, attraversando l’area tra due ali di folla. L’auto scoperta si è fermata poi ai piedi dell’Obelisco, il Papa è sceso e ha dato avvio alla solenne celebrazione, benedicendo le palme.

«Tanti hanno bisogno della nostra vicinanza, tanti abbandonati. Anche io ho bisogno che Gesù mi accarezzi, mi avvicini a me, e per questo vado a trovarlo negli abbandonati, nei soli», ha detto il Papa, ringraziando poi i fedeli per “la partecipazione e le vostre preghiere” durante il ricovero.

«Ci sono popoli interi sfruttati e lasciati a se stessi; ci sono poveri che vivono agli incroci delle nostre strade e di cui non abbiamo il coraggio di incrociare lo sguardo; migranti che non sono più volti ma numeri; riservati rifiutati, persone catalogate come problemi Ma ci sono anche tanti cristi abbandonati invisibili, nascosti, che vengono scartati coi guanti bianchi: bambini non nati, anziani lasciati soli, che può essere tuo papà, tua mamma, il nonno e la nonna abbandonati nei geriatrici; giovani che sentono un grande vuoto dentro senza che alcuno ascolti davvero il loro grido di dolore e non trovano un’altra strada che il suicidio – ha continuato l’omelia il Papa. – Ecco che l’abisso del nostro male viene immerso in un amore più grande, così che ogni nostra separazione si trasforma in comunione, ogni distanza in vicinanza, ogni tenebra in luce. Il culmine della nostra miseria è abbracciato dalla misericordia. Ecco chi è Dio e quanto ci ama. Quanto gli siamo cari, quanto gli siamo costati cari! Possiamo chiederci, perché è arrivato a tanto? La risposta è una sola: per noi. Si è fatto solidale con noi fino al punto estremo, per essere con noi fino in fondo. Perché nessuno di noi si possa pensare solo e irrecuperabile. Ha provato l’abbandono per non lasciarci ostaggi della desolazione e stare al nostro fianco per sempre. Fratello, sorella l’ha fatto per me, per te, perché quando io, tu o chiunque altro si vede con le spalle al muro, perso in un vicolo cieco, sprofondato nell’abisso dell’abbandono, risucchiato nel vortice dei ‘ perché’, ci sia speranza. Non è la fine, perché Gesù è stato lì e ora è con te: Lui, il Padre e lo Spirito hanno sofferto la lontananza dell’abbandono per accogliere nel loro amore ogni nostra distanza. Perché ciascuno di noi possa dire: nelle mie cadute, nella mia desolazione, quando mi sento tradito, scartato e abbandonato, Tu ci sei, Gesù; nei miei fallimenti sei con me; quando mi sento sbagliato e perso, quando non ce la faccio più, ci sei, sei con me; nei miei ‘perché’ senza risposta sei con me. Il Signore ci salva così, dal di dentro dei nostri ‘perché’. Da lì dischiude la speranza».

Le condizioni del Pontefice

Il Pontefice è stato ricoverato per una “bronchite su base infettiva”, per la quale è stato sottoposto a “una terapia antibiotica su base infusionale”. Il direttore della Sala stampa vaticana, Matteo Bruni, ha dichiarato: «la giornata di ieri è trascorsa bene, con un normale decorso clinico. Nella serata Papa Francesco ha cenato, mangiando la pizza, insieme a quanti lo assistono in questi giorni di degenza ospedaliera: con il Santo Padre erano presenti i medici, gli infermieri, gli assistenti ed il personale della Gendarmeria. Questa mattina dopo aver fatto colazione, ha letto alcuni quotidiani ed ha ripreso il lavoro. Il rientro a casa Santa Marta di Sua Santità è previsto nella giornata di domani, all’esito dei risultati degli ultimi accertamenti di questa mattina».

Nel frattempo la Pasqua si avvicina e in Vaticano è già pronto il piano per i riti della Settimana Santa. Il cardinale decano Giovanni Battista Re aveva anticipato all’AdnKronos che il Pontefice sarebbe stato dimesso e “avrebbe potuto presiedere tutti i riti della Settimana Santa“. «Con il Papa ci sarà in ogni celebrazione un cardinale celebrante al quale spetteranno le incombenze all’altare», ha detto. La notizia è stata poi confermata da Bruni.

di: Alessia MALCAUS

aggiornamenti: Micaela FERRARO

FOTO: ANSA