“Non permetteremo all’Iran di sviluppare una capacità nucleare”, sottolinea il funzionario Kirby. Aiea: “scorte uranio Iran superano 19 volte limite accordo”

Il rilancio dell’accordo nucleare iraniano del 2015 potrebbe dover attendere ancora. E a mettere un freno sarebbero gli Stati Uniti.

Il coordinatore per le comunicazioni strategiche del Consiglio per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, John Kirby, infatti, ha affermato che ci sono “alcuni punti da chiarire nel quadro dei negoziati per il rilancio dell’accordo sul nucleare iraniano“.

«Questo non significa – ha spiegato – che il nostro impegno sia venendo meno, ma c’è ancora del lavoro da fare sul piano diplomatico. Non permetteremo all’Iran di sviluppare una capacità nucleare, e continuiamo a ritenere che il modo migliore per raggiungere questo obiettivo sia la diplomazia» – ha sottolineato ancora.

Il consigliere per la sicurezza nazionale, Jake Sullivan, inoltre, ha annunciato che gli Usa prenderanno nuove misure contro l’Iran dopo il cyber attacco contro l’Albania.

Il portavoce del governo iraniano, Ali Bahadori, ha affermato che “la Repubblica islamica dell’Iran non ha abbandonato e non abbandonerà i colloqui” in corso a Vienna per il rilancio dell’accordo nucleare trovato nel 2015.

Inoltre, Bahadori ha chiesto esplicitamente agli Usa di “abbandonare le loro richieste eccessive” e che nell’accordo siano presenti “garanzie” per la rimozione delle sanzioni imposte da Washington su Teheran.

Secondo quanto reso noto dall’Aiea, le scorte di uranio arricchito dell’Iran superano di 19 volte i limiti consentiti dall’accordo sul nucleare del 2015, sottolineando di “non essere in grado di garantire” che il programma nucleare di Teheran sia esclusivamente a scopi pacifici.

Nel frattempo, Rafael Grossi è attualmente a Palazzo Chigi e incontrerà Mario Draghi.

di: Alessia MALCAUS

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