Nella serata di mercoledì anche un terremoto di 6.1 Blackout e voli cancellati in tutto il Paese
Il ciclone Gabrielle ha messo in ginocchio la Nuova Zelanda.
Le autorità locali hanno riferito che sono almeno quattro le vittime conteggiate fino a ora. Il ministro per la Gestione delle emergenze, Kieran McAnulty, ha confermato che uno dei morti è stato trovato dove un vigile del fuoco era stato dichiarato disperso quando una casa è crollata a West Auckland e altri due sono stati ritrovati nella zona di Hawke’s Bay nell’Isola del Nord. Infine, il corpo di un bambino è stato ritrovato nel villaggio rurale di Eksdale, sulla costa orientale del Paese.
Mentre si contano i danni, il Paese deve fare i conti anche con un forte terremoto: alle 19.38 ora locale è stato infatti registrato un sisma di 6.1 con epicentro a circa 50 km a nordovest di Paraparaumi. Il terremoto è stato avvertito anche a Wellington, Auckland e Christchurch. Al momento non è stato diffuso un allarme tsunami.
McAnulty ha firmato la dichiarazione dello stato di emergenza che si applica alle regioni di Northland, Auckland, Tairawhiti, Bay of Plenty, Waikato e Hawkes Bay.
Sono almeno 38.000 le case senza elettricità e ad Auckland, la più grande città del paese, le autorità hanno evacuato gli abitanti da una cinquantina di case vicino ad una torre di 30 metri che rischiava di cadere.
La tempesta è stata declassata nelle ultime ore da ciclone di livello due su cinque a forte tempesta tropicale, ma forti venti e piogge torrenziali hanno già provocato danni consistenti.
L’Isola del Nord è colpita da forti temporali, inondazioni e onde gigantesche, e il servizio meteo nazionale prevede un peggioramento delle condizioni meteo nelle prossime 48 ore.
Le scuole sono state chiuse e centinaia di voli nazionali e internazionali sono stati cancellati. Air New Zealand, la principale compagnia aerea del Paese, ha fatto sapere di avere soppresso circa 500 voli con disagi per oltre 10mila passeggeri.
di: Micaela FERRARO
Aggiornamento di: Alice GEMMA
FOTO: SHUTTERSTOCK