Oggi è la Giornata della statualità dell’Ucraina. Il presidente promette l’aumento dell’esportazione di elettricità e auspica il rispetto dell’accordo per l’esportazione del grano

Questa mattina l’Ucraina si è svegliata sotto il rumore di nuovi lanci di missili sulla regione di Kiev. Il presidente Volodymyr Zelensky, aprendo la Giornata della statualità dell’Ucraina da lui introdotta lo scorso anno, ha scritto su Telegram: «mattinata problematica, di nuovo il terrore missilistico. Non ci arrenderemo e non ci faremo intimidire. L’Ucraina è uno stato indipendente, libero, indivisibile. E sarà sempre così».

Durante il discorso alla Verkhovna Rada in occasione della Giornata ha poi detto: «gli ucraini saranno ricordati non come coloro che hanno provato, ma come coloro che hanno preservato, rafforzato e trasmesso lo Stato ai propri figli in modo che potessero trasmetterlo a loro volta ai loro figli. Diventeremo non una nuova leggenda di resistenza eroica, ma uno Stato di vincitori e che insegnerà agli altri nel mondo come difendersi e come vincere».

L’attacco avrebbe colpito infrastrutture nella zona, lo riferisce il governatore locale Oleksiy Kuleba secondo il quale sarebbe in corso accertamenti per constatare la presenza di vittime. I missili, oltre 20 missili, sarebbero stati lanciati da territorio bielorusso, di questi 9 avrebbero colpito la zona di Goncharivska, nella regione di Chernihiv.

Zelensky ha inoltre annunciato che l’Ucraina aumenterà le sue esportazioni di elettricità verso l’Unione europea: «le nostre esportazioni non solo ci permetterebbero di aumentare le entrate in valuta estera, ma aiuteranno anche i nostri partner a resistere alla pressione energetica russa. Faremo gradualmente dell’Ucraina uno dei garanti della sicurezza energetica europea».

Mentre sull’accordo sul grano siglato con la Russia ha aggiunto: «circa 20 milioni di tonnellate del raccolto di grano dello scorso anno saranno esportate. Anche il raccolto di quest’anno, che è già in corso, sarà disponibile per la vendita. Finalmente c’è la possibilità di ridurre la gravità della crisi alimentare provocata dalla Russia. C’è la possibilità di prevenire una catastrofe globale. L’Ucraina può resistere».

Colpita anche Mykolaiv, lo rende noto il sindaco Oleksandr Syenkevych: «i terroristi russi stanno cinicamente bombardando le infrastrutture civili. La Shipbuilding University è stata colpita e attualmente si sa che due grattacieli sono stati danneggiati e le esplosioni hanno rotto le finestre di una chiesa vicina».

Un razzo che ha colpito un hotel a Bakhmut, nella regione del Donetsk, ha causato la morte di tre persone e il ferimento di altre cinque. «A Bakhmut, nella regione di Donetsk, i soccorritori continuano le operazioni di salvataggio e ricerca nel sito dell’hotel distrutto dai bombardamenti nemici. Secondo le informazioni fornite, un’altra persona potrebbe essere sotto le macerie. Complessivamente, tre persone sono morte per l’attacco. Cinque persone sono rimaste ferite» – si legge nel bollettino del servizio stampa del Servizio di emergenza statale, citato da Ukrinform.

Altre cinque vittime, oltre 25 feriti, si registrano a Kropyvnytskyi, nell’Ucraina centrale, dopo un attacco russo. «Due capannoni sono stati colpiti. Finora, 25 persone sono state portate in strutture mediche per essere curate. Cinque persone sono morte» – ha riferito il governatore della regione di Kirovgrad, Andrii Raikovitch.

Intanto il consigliere presidenziale ucraino Oleksiy Arestovych rende noto che le forze russe hanno preso il controllo della seconda centrale elettrica più grande dell’Ucraina, la centrale a carbone di Vuhlehirsk, di epoca sovietica. «Hanno ottenuto un piccolo vantaggio tattico» – ha commentato.

Il ministero degli Esteri ucraino, invece, punta il dito contro Mosca accusando la Russia di abbandonare i cadaveri dei soldati per non dover pagare il risarcimento alle famiglie. «Non prelevano i cadaveri dal campo di battaglia perché secondo la loro legislazione la famiglia di ogni soldato morto riceve 7 milioni di rubli. Niente invece se risulta scomparso: nessun corpo significa niente soldi» – dice il portavoce Oleg Nikolenko. 7,421 milioni di rubli (circa 121.000 euro) più un compenso mensile è, infatti, quando promesso dal presidente Vladimir Putin al Consiglio di sicurezza russo per l'”operazione militare speciale” in Ucraina lo scorso marzo.

Lo stesso Nikolenko commenta anche le ultime dichiarazioni del ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov: «capiscono che l’Ucraina sta preparando una controffensiva nel sud e vogliono creare l’impressione che sia Kiev a non essere disposta a negoziare. Lo fanno per guadagnare più tempo, per inscenare falsi referendum e assorbire territori. Non vediamo alcuna volontà da parte loro di negoziare. Stanno ancora bombardando le città ucraine. Stanno ancora violando accordi, come quello sul grano. Dicono una cosa pubblicamente, ma ne fanno altre sul campo di battaglia».

Il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha scritto su Twitter: «coraggioso popolo ucraino, oggi celebrate la Giornata dello Stato ucraino, mentre la Russia conduce una guerra brutale e immotivata contro il vostro Paese, giunta ormai al sesto mese. L’Ue è al vostro fianco. Per tutto il tempo necessario».

di: Alessia MALCAUS

FOTO: SHUTTERSTOCK