Ieri, il primo Consiglio dei ministri. Dpcm autorizza l’ingresso del ministero dell’Economia nella Netco di Tim
«Con la prossima manovra il governo non procederà a tagli, ma a una gestione migliore delle risorse. In Cdm non ho parlato di risparmi ma di miglior utilizzo delle risorse. E comunque è presto per anticipare le misure», ha detto la premier parlando della manovra.
Ha anche poi parlato della tassazione degli extraprofitti delle banche. «Il profitto è chiaramente il motore di un’economia di mercato. Ma questo vale quando il profitto deriva dall’intraprendenza imprenditoriale. Cosa diversa è quando registriamo profitti frutto di rendite di posizione. Gli extraprofitti delle banche sono il frutto della decisione della Bce di alzare il tasso di interesse. Gli istituti di credito hanno adeguato con grande tempestività gli interessi attivi, quelli relativi, per esempio a un mutuo. Gli interessi passivi, invece, li hanno lasciati invariati. Tassare quel margine è una cosa di buon senso. Non c’entra con certi commenti che ho letto, ‘volete tassare la ricchezza guadagnata’. Io – ha detto infine la Meloni- non tasserò mai il legittimo profitto imprenditoriale e agirò sempre per aiutare a creare ricchezza. Però non intendo difendere le rendite di posizione. Non mettiamo in difficoltà alcuna banca, è solo un provvedimento che interviene, con garbo, in un momento di difficoltà per tante persone».
Il 28 agosto è stato questo il comunicato di Palazzo Chigi: “il primo appuntamento sarà la scrittura della legge di bilancio, la legge principale sulla base della quale programmare la nostra agenda. La prossima legge di bilancio dovrà essere, come è stata quella dello scorso anno, seria, per supportare la crescita, aiutare le fasce più deboli, dare slancio a chi produce e mettere soldi in tasca a famiglie e imprese”.
Meloni ha sottolineato come, in occasione della presentazione alle Camere della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, potranno essere indicati i disegni di legge legati alla manovra di finanza pubblica con cui “il Governo può puntare, con un iter accelerato di approvazione, a realizzare riforme organiche, capaci di contribuire al rilancio ed allo sviluppo dell’economia, nel quadro degli obiettivi programmatici delineati”.
«Quello che vi chiedo di fare non è una semplice spending review o un elenco di voci da tagliare, è importante ma sarebbe riduttivo chiedervelo, ma di far tornare il più possibile la politica. Perché non intendiamo amministrare il presente e perpetuare semplicemente quello che è già tutto in essere, ma imprimere quel cambiamento che ci è stato chiesto. Se ci sono misure che non condividiamo politicamente, quelle misure non vanno più finanziate e le risorse recuperate utilizzate per gli interventi che sono nel nostro programma. E per costruire una manovra incentrata sulle famiglie, sulla lotta alla denatalità e sui sostegni alle fasce deboli. È un lavoro complesso ma dobbiamo avere il coraggio di farlo perché è da qui che parte la svolta», è questa la richiesta di Meloni ai colleghi dal Ministro dell’economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti, che dovranno analizzare le risorse: spese, i capitoli di spesa, le misure attualmente finanziate, e valutare eventuali nuove destinazioni delle stesse.
Riguardo la prossima legge di bilancio, la premier ha anche ricordato: «il nostro obiettivo è confermare il taglio del cuneo fiscale, che rappresenta un provvedimento concreto che arriva ogni mese nella busta paga dei lavoratori».
L’appello di Landini
Intanto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, si rivolge direttamente alla premier per sostenere “la necessità di convocare un incontro con le parti sociali più rappresentative” e di aprire “un confronto negoziale” per “la reale” tutela e crescita del potere d’acquisto di salari e pensioni; il rinnovo dei contratti, anche con le risorse da inserire nella legge di Bilancio; la definizione di una legge sulla rappresentanza e il salario minimo; il superamento di una precarietà nel lavoro “non più sostenibile” e l’avvio di un piano straordinario di assunzioni nel pubblico.
E ancora, nella lettera indirizzata a Meloni rilancia la proposta di una legge sulla rappresentanza che “cancelli i contratti pirata, certifichi la titolarità dei soggetti negoziali e assegni così valore generale di legge ai contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati da organizzazioni comparativamente più rappresentative“.
Ok del governo a un ingresso dello Stato in Tim
“Il Dpcm autorizzerà il Mef ad acquisire una quota di NetCo compresa tra il 15 e il 20%, con un esborso massimo di 2,2 miliardi”, si legge nel comunicato di Palazzo Chigi dopo il Consiglio dei ministri che ha approvato il decreto-legge con misure urgenti in materia di finanziamento di investimenti di interesse strategico. Nel decreto che assicura fino a 2,2 miliardi per consentire l’ingresso del Mef nella NetCo di Tim ci sono risorse “pari a 2.525 milioni. Si tratta di residui utilizzabili inerenti il suddetto patrimonio che potranno essere finalizzati alla realizzazione di operazioni attinenti società di rilievo strategico individuate con dpcm”. È quanto si legge nella nota. Le risorse derivano dalle disponibilità sul “patrimonio destinato” creato dal decreto-legge n.34 del 2020.
di: Alice GEMMA
FOTO: ANSA/ETTORE FERRARI MELONI