Commozione ai funerali
Il 5 luglio durante i funerali di Michelle c’è stato un sopralluogo dei poliziotti della Squadra Mobile e della Polizia Scientifica nell’abitazione dell’assassino. L’atto è stato disposto dai pm di Roma. Lo scopo era quello di cristallizzare la scena del crimine isolando alcuni elementi che potrebbero essere utili per chiarificazioni.
Davanti alla casa di via Giuseppe Dusmet sono comparse scritte con insulti e minacce rivolte al killer.
Secondo quanto si evince a 24 ore di distanza dai rilievi, la polizia ha rinvenuto nell’abitazione una pistola a salve. L’arma giocattolo era la replica di una pistola vera ed era nascosta: non è chiaro se appartenesse al ragazzo o alla vittima, perciò si attendono i risultati di eventuali impronte lasciate sull’oggetto.
I funerali
Si sono svolti il 5 luglio, i funerali di Michelle Causo, la 17enne uccisa a coltellate nel quartiere romano di Primavalle.
Le esequi si sono tenute nella parrocchia di Santa Maria della Presentazione, in via di Torrevecchia, alla periferia nord-ovest della Capitale. Fuori dalla chiesa diverse corone di fiori tra cui quelle del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, e del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri.
La bara bianca è stata accolta da lacrime e applausi prima di entrare nella chiesa. Dietro il feretro, oltre alla mamma anche il fidanzato che ieri sul suo profilo TikTok, ha condiviso la foto di due fedi e scritto: “Buongiorno amore mio, quando vuoi mi puoi rispondere. Io ti aspetterò per sempre. Promesso amore mio”. Fuori dalla chiesa uno striscione appeso con scritto: “le anime leggere volano in cielo per illuminarci. Ciao Michelle”. Sul sagrato mazzi di rose, girasoli e palloncini bianchi.
La famiglia di Michelle ha chiesto “un compassionevole silenzio”. Pur esprimendo “apprezzamento per le manifestazioni di solidarietà e cordoglio” da parte di tutti. Ha chiesto poi ai coetanei della ragazza di non rilasciare “fantasiose ricostruzioni sul movente del reato, tali persino, in alcuni casi, da pregiudicare l’onore e il decoro della vittima”.
Parla il legale del padre della vittima
«Tutte le versioni che stanno venendo fuori in queste ore nel quartiere, allo stato sono per lo più campate in aria. Siamo in attesa del vero inizio delle indagini e all’esito di queste si faranno le valutazioni» – ha detto Antonio Nebuloso, legale di Giancarlo Causo il padre di Michelle -. Dagli inquirenti non trapela nulla e oggi non siamo in grado di verificare gli atti, le indagini vanno avanti fermo restando che restano i futili motivi perché non c’è motivazione per un delitto del genere», ha proseguito.
«La famiglia chiede da un lato che venga accertata la realtà e che la giustizia sia sana, giusta e sanzionatoria perché rispetto alla perdita di una figlia in tenera età ci si aspetta una risposta importante».
Le parole del legale della madre di Michelle
«La famiglia di Michelle chiede giustizia e che questa vicenda sia gestita con serietà e rigore. Noi siamo presenti per affermare l’esigenza di giustizia e una ricostruzione della verità più rispettosa possibile della vita di questa povera ragazza morta nel modo che sappiamo – ha detto Claudia Di Brigia, avvocato di Daniela Bertoneri, madre di Michelle Causo -. Per ora la parola perdono non è presa in considerazione anche perché non mi sembra che nessuno lo abbia chiesto ma questo attiene alla sfera e personale e presuppone un percorso complesso che non credo rilevi in questo momento. In alcune dichiarazioni la famiglia non riconosce la ragazza e per questo abbiamo dovuto mettere un punto per arginare questa deriva di dichiarazioni non verificate, personalistiche e ipotetiche. Purtroppo in questa fase di dati certi ne abbiamo pochissimi. Non hanno intenti di vendetta ma solo di giustizia, in tutta l’articolazione possibile del concetto», ha poi concluso.
Il vescovo: “verso Michelle la banalità del male”
«Quello che è successo parla di un mondo guasto, che brucia la giovinezza, che insegue illusioni, che non conosce più quanto preziosa sia una vita Può avvenire che si banalizzi la vita così da trascinare nella banalità anche il male, che noi abbiamo il dovere di distinguere ed estirpare. Il nostro dolore ora diventa una denuncia, ma deve tradursi anche in cambiamento. Eccolo il frutto, che questa morte non sia sprecata e che diventi il segno di una necessità, quella di cambiare insieme questo nostro mondo», ha detto il vescovo Baldo Reina nell’omelia.
«Il nostro dolore – ha continuato – nel suo impasto di rabbia a disperazione, deve trasformarsi in concime di speranza per una vita diversa, costruendo tutti una società dove queste cose non avvengano più, perché diventi il frutto di una vita nuova».
di: Alice GEMMA
FOTO: ANSA FOTO