La festa che celebra l’arrivo dei padri fondatori nel continente divide e unisce allo stesso tempo gli statunitensi
Per alcuni è una tradizione che riunisce le famiglie e può anche creare reti di solidarietà, come i banchetti di pasti caldi e piatti tipici dedicati ai meno fortunati; per altri è un retaggio coloniale o, in seno alla comunità ambientalista, una mattanza ingiustificata di tacchini, per non parlare di chi punta il dito contro il consumismo senza limiti promosso dalla sua “variante commerciale” più giovane, il Black Friday. Si tratta del Giorno del Ringraziamento, che si celebra oggi negli Stati Uniti e che ricorda i primi due difficili anni dei coloni protestanti negli Stati Uniti, quando i pochi superstiti al viaggio della speranza della Mayflower, in fuga dalle persecuzioni in Inghilterra, sbarcarono sulle coste americane.
E qui iniziano le prime dolenti note. La festa, che si iniziò a celebrare dal 1621 circa ma di cui si ha più certa documentazione a partire dal 1623, celebra il miracolo che Dio avrebbe concesso ai protestanti, profughi delle persecuzioni religiose dell’epoca nella madrepatria. Peccato che il “prodigioso raccolto” non fu opera dell’Altissimo, bensì della generosità dei nativi che vedendo morire i nuovi arrivati a causa della penuria di cibo e delle rigide condizioni climatiche indicarono loro alcune terre fertili dove avrebbero potuto piantare i semi che avevano portato con sé dall’Europa. Perciò, come denunciano diversi attivisti nativi nonché le due studiose Judy Dow e Beverly Slapin, il giorno celebra semmai il voltafaccia dei primi Padri Fondatori, che da profughi perseguitati si trasformarono in coloni persecutori. E soprattutto non crea nessun momento di riflessione e, magari, autocritica riguardo i massacri perpetrati proprio contro i nativi.
Altri detrattori puntano invece il dito contro la mattanza di tacchini (a parte il “fortunello” graziato simbolicamente ogni anno dal presidente degli Stati Uniti) che accompagna ogni anno i festeggiamenti. Altri ancora invece contestano la ricorrenza strettamente legata al Ringraziamento, ma decisamente più moderna: il Black Friday, ovvero il giorno successivo al Thanksgiving in cui i negozi, rimasti chiusi per via della Festa, riaprivano con clamorosi sconti. Un’usanza ritenuta ormai insostenibile viste le precarie condizioni del pianeta e la mole di spreco e sovraproduzione che questa ricorrenza “accessoria” comporta.
Cionostante il Thanksgiving continua ad essere festeggiato e non solo negli Stati Uniti: Oltre al Canada che però lo festeggia di lunedì, anche Panama, Grenada, Saint Lucia e Liberia “rendono grazie”. Va anche detto che un’altra tradizione legata al ringraziamento sono i banchetti per i poveri e i bisognosi, dove gli americani offrono a chi è meno fortunato tacchino farcito. Un modo per raccogliersi e rafforzare i legami della comunità.
di: Caterina MAGGI
FOTO: EPA/CRISTOBAL HERRERA-ULASHKEVICH