30.000 persone alla manifestazione a Milano
Oggi, 25 novembre, è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne e in Italia avviene proprio a pochi giorni dal femminicidio di Giulia Cecchettin.
Oggi nelle piazze del Paese sono migliaia le persone che gridano per dare voce a chi non ce l’ha più e a chi ha bisogno di aiuto per tirare fuori. Le sedi della manifestazione “Non una di meno” saranno due: una a Roma, al Circo Massimo alle 14 e l’altra a Messina.
Nella capitale è prevista una manifestazione chiamata ‘Montecitorio a porte aperte’: in Aula si terranno le testimonianze di donne vittime di violenza e la facciata del Palazzo si illuminerà di rosso, colore simbolo della giornata. Nella Capitale c’è stata una protesta della attiviste di ‘Non una di meno‘ davanti alla sede Rai di Viale Mazzini a Roma. Le manifestanti, con addosso passamontagna rosa, hanno esposto uno striscione bianco con la parola ‘Vergogna‘ perché “di fronte alla sede della vittimizzazione secondaria, dove tutte le donne che subiscono violenza qui la subiscono una seconda volta”.
A Milano in Largo Cairoli, questa mattina hanno partecipato in 30mila alla manifestazione. È calato poi il silenzio mentre venivano pronunciati i nomi delle oltre cento donne uccise nel 2023. Presente il sindaco Beppe Sala: «c’è da sperare che questo tragico omicidio di Giulia possa essere un punto di svolta. Non ho mai visto così tanta mobilitazione, speriamo abbia portato almeno a una sveglia definitiva delle coscienze collettive». Presente anche Chiara Ferragni che ha detto: «è un dovere di tutti quanti essere qui. Sono qui da cittadina e dovremmo esserci tutti in questa piazza oggi».
Appuntamenti per manifestare anche a Torino, Napoli, Palermo, Genova, Firenze, Cagliari, Bologna.
“Giulia dev’essere l’ultima”, così recita uno dei tanti cartelli alzati a Torino nel corso della manifestazione a cui hanno partecipato più di 8.000. Il corteo ha attraversato il centro città.
“Torniamo in piazza contro il governo, le sue politiche e le sue retoriche che dietro una misera facciata di contrarietà alla violenza nei fatti ne riproduce e anzi consolida le fondamenta in tutti gli ambiti della vita: dalla scuola, alla famiglia, alle relazioni interpersonali, agli ospedali, ai tribunali, alle politiche pubbliche”, hanno scritto gli organizzatori.
Anche il papà di Giulia Cecchettin ha scritto sui social: “parlate, denunciate, fidatevi”. Queste le parole accompagnate dall’immagine di un nastro rosso, tra i simboli più noti per sensibilizzare sui femminicidi.
“Amore e violenza non vanno d’accordo, l’amore è dono e mai possesso dell’altro. Indignarsi non basta, bisogna reagire alle tragedie come quella di Giulia e di tante altre donne la cui vita è stata spenta in modo brutale. Non possiamo restare indifferenti e soprattutto non possiamo abituarci”. Lo ha detto il cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, sui canali social della Conferenza episcopale italiana in occasione della Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne.
E poi le parole del Papa su X: “la violenza sulle donne è una velenosa gramigna che affligge la nostra società e che va eliminata dalle radici. Queste radici crescono nel terreno del pregiudizio e dell’ingiustizia; vanno contrastate con un’azione educativa che ponga al centro la persona con la sua dignità”.
di: Alice GEMMA
FOTO: NPK ANSA