UNICEF SPOSE BAMBINE MATRIMONI PRECOCI

Il fenomeno diminuisce a lento ritmo, secondo le stime ci vorranno 300 anni per eliminare il matrimonio infantile

12 milioni di bambine e adolescenti di età compresa tra i 12 e i 17 anni vengono date, ogni anno, in sposa a uomini molto più anziani. A riportare i dati è uno studio Unicef che riporta gli incoraggianti ma ancora minimi progressi fatti in tale ambito.

«Abbiamo indubbiamente fatto progressi nell’abbandonare la pratica del matrimonio infantile, soprattutto negli ultimi dieci anni. Ma questi progressi non sono sufficienti», sottolinea infatti Claudia Cappa. In totale sono 640 milioni le bambine che avrebbero subito questa violenza in alcuni Paesi accettata per legge: nel 1997 il 25% delle donne tra i 20 e i 25 anni dichiarava di essersi sposata prima dei 18 anni, percentuale scesa al 23% nel 2012 e al 19% nel 2022. «A questo ritmo, dovremmo aspettare 300 anni per eliminare il matrimonio infantile», aggiunge Cappa.

La regione in cui il matrimonio infantile è più diffuso è il Sud-est asiatico dove vive il 45% delle 640 milioni di donne sposate prima dei 18 anni, in particolare l’India. Segue l’Africa sub-sahariana dove, secondo le stime a causa dell’aumento della popolazione le sposa bambine aumenteranno del 10% entro il 2030.

Le minacce ai progressi fatti, tuttavia, non mancano. Secondo l’Unicef, infatti, gli impatti della pandemia da Covid-19 potrebbe vanificare gli sforzi fatti per arginare il fenomeno. Catherine Russell, capo dell’Unicef, dichiara: «abbiamo dimostrato che i progressi per porre fine ai matrimoni precoci sono possibili. Ma è necessario un sostegno costante alle ragazze e alle famiglie vulnerabili. Dobbiamo concentrarci sulla permanenza delle ragazze a scuola e sulle opportunità economiche. Il mondo è invaso da una crisi dopo l’altra, che distrugge le speranze e i sogni dei bambini vulnerabili, soprattutto delle ragazze che dovrebbero essere studentesse, non spose. Crisi che costringono le famiglie a cercare un falso senso di sicurezza». Il rapporto sottolinea che in molti contesti il matrimonio infantile è visto come una misura di protezione finanziaria, sociale e fisica per le ragazze e certamente come un modo per ridurre il carico sulle famiglie.

Tra le cause del fenomeno, infatti, spiccano condizioni di vita fragili, conflitti (il numero di matrimoni precoci cresce del 7% man mano che aumenta il numero dei decessi) ed eventi meteorologici causati dal cambiamento climatico (l’aumento delle precipitazioni e i matrimoni precoci crescono in rapporto 10 a uno).

Le “spose bambine” rappresentano un chiaro esempio di violazione dei diritti umani e come tale va combattuto e arginato agendo anche e soprattutto sulle sue cause.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/UNICEF