niccolò ciatti

Rimane latitante il ceceno Bissoultanov, già condannato in primo grado per omicidio doloso

Arriverà nei prossimi giorni il verdetto del Tribunale regionale della Catalogna sull’omicidio di Niccolò Ciatti. Il giovane è stato ucciso in seguito a una rissa fuori da una discoteca di Lloret de Mar nel 2017; fatale per lui un calcio alla testa tirato dal ceceno Rassoul Bissoultanov, già condannato in primo grado in Spagna e ora latitante.

La Giustizia spagnola aveva condannato Bissoultanov a 15 anni per omicidio volontario, mentre il suo amico Movsar Magomedov, accusato dalla famiglia Ciatti di essere stato complice nel pestaggio, era stato assolto. Una volta scaduto il termine massimo di pena preventiva in carcere in Spagna, a luglio il ceceno è stato rilasciato e si è dato alla latitanza.

Nel procedimento in corso a Barcellona la famiglia Ciatti ha chiesto l’aumento di pena per Bissoultanov, mentre la difesa del ceceno ha chiesto la derubricazione da omicidio doloso a omicidio colposo.

Mentre si attende la sentenza del Tribunale, i legali della famiglia si sono visti rigettare dalla Spagna l’ordine di indagine europeo inviato dall’Italia. Nel nostro Paese infatti il processo è ancora in corso ma la Giustizia catalana si è appellata al principio del “ne bis in idem”, secondo cui un imputato non può essere giudicato due volte per lo stesso reato. «Un giudicato c’è o non c’è e fino alla Cassazione la sentenza non è definitiva» replicano dalla famiglia Ciatti.

di: Marianna MANCINI

FOTO: ANSA/ MAURIZIO DEGL’INNOCENTI