Vince le elezioni municipali, ma era stato assassinato con dieci colpi di pistola alcune ore prima
Nell’Ecuardor di Guillermo Lasso, di centrodestra, che ha accettato la sconfitta dei suoi quesiti referendari, le urne sono state segnate dalla violenza. Il caso più eclatante è quello del candidato sindaco del partito di sinistra Revolución Ciudadana Omar Menéndez, a Puerto López. L’uomo ha di fatto ottenuto la maggioranza delle preferenze nella città da meno di ventimila abitanti sulla costa pacifica, al centro del Parco Nazionale Machalilla. Ma è stato ucciso a poche ore dal voto con 10 colpi di pistola, nella sede della sua campagna elettorale. Con lui è stato ucciso anche un volontario di 16 anni che lavorava alla campagna.
Da quanto poi è risultato allo spoglio di domenica avrebbe ottenuto la vittoria con il 46 per cento delle preferenze: il partito, seguendo la legge ecuadoriana, potrà sostituirlo con un altro suo esponente, dopo alcune verifiche legali.
Menéndez, 41 anni e due figli, aveva impostato la sua campagna elettorale sulla sicurezza e sullo sviluppo industriale. Come imprenditore si era occupato negli ultimi 15 anni di gestire un’azienda familiare nel settore dell’informatica e delle telecomunicazioni. Aveva proposto un sistema di vigilanza video in tutta Puerto López e dintorni e di aumentare i fondi per la sicurezza dei turisti. Per ora la polizia non segue piste privilegiate, ma molti pensano che il movente possa essere stato politico.
Non è stato infatti l’unico episodio di violenza in queste elezioni , in un Paese che sta registrando un grande aumento nel tasso degli omicidi e del crimine in generale. A causare questa crescita esponenziale di violenza criminale è anche l’influenza delle organizzazioni di narcotraffico. Due settimane fa a Salinas era stato ucciso un altro candidato sindaco, Julio César Farachio, mentre due candidati erano stati oggetto di due diversi attacchi.
di: Caterina MAGGI
FOTO: EPA/JOSE JACOME