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Secondo la famiglia né la dottoressa né i poliziotti agirono adeguatamente per evitare l’omicidio

Dalla Procura di Genova arriva la richiesta di archiviazione nei confronti dei due poliziotti e la dottoressa della Salute mentale che erano stati indagati nell’inchiesta sulle presunte omissioni nata a seguito dell’omicidio di Alice Scagni.

La donna venne uccisa l’1 maggio 2022 dal fratello, Alberto Scagni, a coltellate in strada ed erano stati ipotizzati i reati di omissione d’atti d’ufficio, omessa denuncia e morte come conseguenza di altro reato dopo le denunce dei genitori di Alice e Alberto Scagni, assistiti dall’avvocato Fabio Anselmo.

La dottoressa era indagata perché, secondo i famigliari, alla richiesta di ricoverare Alberto aveva preso tempo, mentre i poliziotti vennero accusati di non essersi attivati in quel funesto 1 maggio nonostante le richieste dei genitori. Antonella Zarri, madre di Alice e Alberto, ha dichiarato: «siamo stati messi sotto accusa noi genitori per quanto accaduto. Forse ne siamo responsabili. Ci è sembrato naturale cercare di proteggere i nostri figli e noi stessi, cercando di chiedere aiuto alle istituzioni. Nei giorni precedenti l’omicidio abbiamo tentato di contattare 60 volte il centro di salute mentale cui ci eravamo rivolti per l’impressionante progressione della malattia mentale di nostro figlio. Abbiamo più volte chiamato il 113 perché spaventati dal degenerare inesorabile della situazione».

di: Flavia DELL’ERTOLE

FOTO: ANSA/LUCA ZENNARO