Telefonata durissima tra Putin e Netanyahu
Non si placa la guerra nella Striscia di Gaza. Dall’Onu arriva l’allarme che “a Gaza c’è l’inferno sulla Terra. Metà della popolazione nella Striscia tra morendo di fame“.
Alcuni civili palestinesi hanno preso d’assalto un camion di aiuti umanitari a Rafah, subito dopo l’ingresso dall’Egitto. I combattimenti infatti rendono difficile la distribuzione delle derrate e la popolazione soffre per la mancanza di cibo.
Allo scopo di “verificare in prima persona ciò che è necessario in termini di operazioni umanitarie“, i rappresentanti dei membri permanenti del Consiglio di sicurezza Onu si recheranno in visita al valico di frontiera di Rafah. Una visita organizzata dagli Emirati Arabi Uniti, autori della bozza bocciata dagli Usa la scorsa settimana in cui si chiedeva un cessate il fuoco immediato.
Borrell ha annunciato anche di star lavorando a una proposta di sanzioni ai coloni ebrei in Cisgiordania e verrà presentata agli Stati membri quanto prima. «È arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti e prendere le misure che possiamo prendere in Cisgiordania. Non posso dire che ci sia stata unanimità al Consiglio ma si lavora per trovare una lista di persone responsabili per le violenze e gli Stati membri decideranno se approvare la proposta o meno». Borrell ha aggiunto che la proposta su un regime di sanzioni specifico per i dirigenti di Hamas, avanzata da Germania, Francia e Italia, è stata discussa al Consiglio affari esteri e “non si è registrata alcuna opposizione”. Alcuni Paesi hanno però chiesto anche misure per la violenza dei coloni ebrei in Palestina.
Eylon Levy, portavoce del premier Benyamin Netanyahu, ha assicurato che Israele non ha alcun piano per spostare la popolazione palestinese di Gaza fuori dalla Striscia. Levy parla di “accuse scandalose e false” spiegando che Israele ha chiesto alla popolazione palestinese di lasciare le aree di combattimento, non la Striscia stessa.
Il portavoce delle Brigate al-Qassam Abu Obaida, in un messaggio trasmesso da Al Jazeera, ha dichiarato che nessun ostaggio sarà recuperato da Israele se non avverranno colloqui su accordi di scambio mirati. «Diciamo agli israeliani che Netanyahu, Gallant e altri membri del gabinetto di guerra non possono riportare indietro i loro prigionieri senza negoziati. L’ultima uccisione di un prigioniero che hanno cercato di riprendere con la forza lo dimostra» ha spiegato Obaida. L’inviato speciale russo per il Medio Oriente, Mikhail Bogdanov, ha chiesto ad Hamas la cessazione delle ostilità e l’immediato rilascio degli ostaggi.
Mentre Israele si chiama vittoria e chiede agli avversari la resa, Hamas non sembra intenzionato a fare un passo indietro. Il portavoce dell’ala militare ha innanzitutto ribadito che “Israele e i suoi sostenitori non potranno riavere i prigionieri vivi senza un accordo di scambio di prigionieri e senza accettare le condizioni dell’ala militare di Hamas“.
Alla sua voce si aggiunge quella dell’ex ministro degli Interni di Hamas Fathi Hammad che avverte: i palestinesi “si preparano a liberare Gerusalemme e la moschea al-Aqsa“, ma anche a “costituire un Califfato. Gerusalemme sarà la capitale non solo della Palestina e di un Stato indipendente, ma di un Califfato islamico“.
Coloni violenti fuori da Schengen, la proposta
Il ministro degli Esteri belga, Hadja Lahbib, ha annunciato che il Paese intende adottare misure per bandire i coloni violenti dal territorio belga, aggiungendo però che “perché questa misura sia efficace è necessario denunciare e bandire i coloni violenti in tutta l’area Schengen. Siamo preoccupati per la situazione in Cisgiordania che, secondo le Nazioni Unite, è estremamente preoccupante. Prima si registravano più o meno tre atti di violenza al giorno, commessi da coloni estremisti e violenti. Ora siamo arrivati a 7“.
Putin sente Netanyahu, “critica risoluta” da ambo i lati
Nella giornata di ieri, 10 dicembre, una lunga e non cordiale telefonata è avvenuta tra Putin e Netanyahu. Il premier israeliano ha espresso la propria insoddisfazione per la posizione anti-israeliana sulla guerra contro Hamas presentata dai funzionari di Mosca alle Nazioni Unite e in altri forum, oltre ad aver espresso “una critica risoluta alla cooperazione tra Russia e Iran“. Da par sua Putin ha assicurato che la Russia rifiuta il terrorismo ma la situazione dei civili a Gaza è “terribile” e non può essere sostenuta. La Tass riporta che la conversazione si è concentrata sulla “catastrofica situazione umanitaria nella Striscia di Gaza” e che Putin ha sostenuto che la risposta militare di Israele all’attacco terroristico di Hamas non possa portare “a conseguenze così terribili per la popolazione“.
di: Flavia DELL’ERTOLE
FOTO: EPA/MOHAMMED SABER