G20

Kiev rivendica l’attacco in Crimea.

L’India ha deciso di non invitare l’Ucraina al vertice del G20.

A riportare la notizia è Sky News, aggiungendo che a prendere il suo posto è invece la Russia. Sul sito del G20 sono elencati 8 Stati non membri: Bangladesh, Egitto, Mauritius, Paesi Bassi, Nigeria, Oman, Singapore ed Emirati Arabi Uniti. Anche la Spagna è prevista tra i non membri. Spetta al Paese ospitante decidere quali non membri invitare ogni anno.

«Abbiamo preso la decisione di non invitare Kiev al G20 perché è una piattaforma focalizzata sulla crescita globale e questo deve restare al centro dell’attenzione. Il G20 non è il Consiglio di sicurezza dell’Onu, non si occupa di sicurezza. Il primo ministro Modi ha incontrato Zelensky alla Cop26, poi al G7 a Hiroshima, e abbiamo buone e solide relazioni con l’Ucraina in campo economico, militare, tecnologico e di sicurezza alimentare», ha detto il ministro degli Esteri indiano, Subrahmanyam Jaishankar.

«Il lavoro diplomatico per concordare una dichiarazione finale al G20 in programma il 9 e 10 settembre a Nuova Delhi in cui si faccia riferimento alla guerra in Ucraina è in corso e richiede tempo e pazienza. A 23 giorni dal summit i negoziati tra gli sherpa sono in corso, la diplomazia non si costruisce in un giorno. Continueremo a lavorarci», ha continuato il ministro.

Ha poi ricordato che all’ultimo G20 a Bali, in Indonesia, i leader erano riusciti a trovare “un punto di approdo comune sull’Ucraina anche in virtù del fatto che le conseguenze della guerra “continuano a dominare l’economia reale mondiale”.

Parte prima nave da Odessa lungo corridoio umanitario

È partita la nave portacontainer Joseph Schulte, battente bandiera di Hong Kong, dal porto di Odessa diventando il primo cargo civile a utilizzare il nuovo “corridoio umanitario”. L’obiettivo è quello di facilitare le rotte marittime dopo la negazione di Mosca del rinnovo dell’accordo sul grano.

A scriverlo su Facebook è il ministro delle Infrastrutture ucraino, Oleksandr Kubrakov: “la nave portacontainer Joseph Schulte (bandiera di Hong Kong) ha lasciato il porto di Odessa e si sta muovendo lungo il corridoio temporaneo stabilito per le navi civili da/per i porti marittimi ucraini del Mar Nero”.

Inoltre Ucraina e Romania stanno collaborando per raggiungere un lancio completo del trasporto merci in due posti di blocco stradali ed è previsto un aumento della capacità del punto Porubne – Siret di almeno il 20% e l’apertura di due nuovi punti.

Onu: in Ucraina morti quasi 10mila civili

Secondo quanto riportato dall’Alto commissario Onu per i diritti umani dall’inizio della guerra in Ucraina sono quasi 10mila i civili che hanno perso la vita. Il rapporto oltre della morte dei 9444 civili mette i luce il ferimento di 16940 persone e sottolinea come tra le vittime si contino almeno 500 bambini.

Secondo l’Onu, però, i dati sono parziali, dato che soprattutto nelle regioni occupate dalle Russia non sono disponibili dati aggiornati sulle perdite. 7339 morti sono avvenute nelle regioni bombardate dall’esercito di Mosca e difese dalle forze di Kiev.

Kiev rivendica l’attacco in Crimea

Per la prima volta il Servizio di sicurezza civile ucraino ha confermato la responsabilità sugli attacchi avvenuti a ottobre e il mese scorso in Crimea. Lo riporta la Cnn che ha ottenuto dal Servizio, in esclusiva, il video dell’attentato di luglio.

Il video mostra il drone imbottito di 850 chili di esplosivo avvicinarsi al pilone del ponte.

Nel frattempo, un “tentativo di infiltrazione” nella regione russa di Bryansk da parte di un “gruppo ucraino di sabotaggio e ricognizione è stato sventato”. Sono quattro le persone uccise.

A riportarlo è Ria Novosti che ha citato citando un comunicato dei Servizi di sicurezza di Mosca.

Sul luogo sono stati trovati “armi straniere, ordigni esplosivi e anche droni con simboli russi”. Questo, secondo l’Fsb, “suggerisce la preparazione di azioni di sabotaggio sul territorio russo”. 

Kiev mette fuori combattimento cinque navi d’assalto russe

Cinque navi d’assalto russe sono state messe fuori combattimento dalle forze ucraine: a dirlo è stato il portavoce della Marina di Kiev, Dmytro Pletenchuk. «Con la scusa dell’addestramento prima di un’invasione su larga scala, l’hanno rafforzata il più possibile – ha detto riferendosi alla flotta russa del Mar Nero -. Vi ricordo che hanno aggiunto 6 grandi navi anfibie alle 6 che già c’erano. Ma il risultato è noto: cinque di esse non sono più in servizio. Questo numero potrebbe crescere» .

di: Flavia DELL’ERTOLE

Aggiornamento di: Alice GEMMA

FOTO: SHUTTERSTOCK