Oggi sono stati sentiti i soccorritori
Richard Gere, attore statunitense, verrà sentito al processo Open Arms che si terrà il prossimo 6 ottobre.
È stato deciso oggi, 7 luglio, durante l’udienza del dibattimento che vede imputato il ministro Matteo Salvini per sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio. «L’attore ha dato disponibilità a venire a Palermo per ottobre», ha comunicato l’avvocato di parte civile Arturo Salerni.
Nel frattempo oggi, alla nuova udienza nel capoluogo siciliano, sono stati sentiti i soccorritori della Open Arms che hanno ricostruito la vicenda. «Siamo rimasti per almeno cinque o sei giorni davanti all’isola di Lampedusa perché avevamo il divieto di ingresso. Così, quando abbiamo detto ai migranti che stavamo facendo rotta su Lampedusa la gente sul ponte ha iniziato a festeggiare, senza però sapere che non potevamo entrare, ma dovevamo restare a 800 metri. Quando si è capito, il festeggiamento di prima si è trasformato in un vero e proprio trauma. La situazione psicologica a bordo peggiorava», ha detto il soccorritore spagnolo Francisco Gentico.
«Aumentavano i casi di scabbia. I migranti a bordo erano disperati perché non si poteva andare a terra, né comunicare con i familiari. A una persona la famiglia aveva fatto il funerale pensando che fosse morto... – ha continuato-. Avendo la terra vicina, quattro persone si sono buttate in acqua e noi dietro di loro per convincerli a salire. Quando siamo saliti sull’imbarcazione, tutti gli altri erano in uno stato di isteria totale e cominciavano a picchiare i quattro, in particolare il gruppo di donne che temeva che sarebbero stati puniti per questo gesto riportandoli in Libia. Di notte una donna correva sul ponte tentando di gettarsi. Non sapevano nuotare ho visto una persona che si è gettata in acqua e stava rischiando di affogare. E un’altra persona si era gettata senza salvagente. Non sapevo come salvarli. La Guardia costiera si era gettata in acqua per salvare questa persona».
di: Alice GEMMA
FOTO: ANSA / IGOR PETYX