I componenti della band avevano annunciato il ritiro dalle scene dopo l’avvio dell’indagine per istigazione a delinquere
I carabinieri e la polizia di Torino hanno perquisito i quattro membri della band P38-La Gang, indagati per istigazione a delinquere, sequestrando materiale informatico utile alle indagini. L’operazione si è avvalsa del supporto degli uffici territoriali di Bologna, Bergamo e Nuoro.
L’inchiesta a Torino era scattata dopo il concerto del Primo Maggio al circolo Arci Tunnel di Reggio Emilia. La band, celebre per i riferimenti espliciti alle Brigate Rosse e per le loro esibizioni con il passamontagna, aveva scatenato un generale sdegno a causa dei testi delle canzoni e dell’esposizione della bandiera a cinque punte delle BR.
Tra i detrattori si contano anche Lorenzo Biagi, figlio del giuslavorista ucciso dalle Nuove BR 20 anni fa, Maria Fida, la figlia di Moro, e il figlio di un carabiniere vittima dalle Brigate Rosse, Bruno D’Alfonso. I titoli delle canzoni della P38-Gang, del resto, erano molto chiari: Renault, in riferimento all’auto in cui venne ritrovato il cadavere di Aldo Moro il 9 maggio 1978; Nuove BR, Giovane Stalin e Ghiaccio Siberia.
Dopo l’avvio delle indagini i quattro componenti, Astore, Yung Stalin, Jimmy Pentothal e Dimitri, avevano annunciato un ritiro dalle scene scrivendo, su Instagram: «scappiamo nel buio, torniamo nel niente».
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/FACEBOOK