Alija Hrustic

Si svolgerà un nuovo processo d’appello

Nel maggio del 2019, Alija Hrustic, 28enne, uccise il figlio di due anni e cinque mesi.

Oggi, la Suprema Corte ha depositato le motivazioni della sentenza svoltasi il 13 gennaio scorso in cui ha stabilito che servirà un nuovo processo d’appello per rivalutare le accuse di tortura, omicidio volontario e maltrattamenti a carico dell’imputato.

“Un sistematico pestaggio, nonostante le condizioni di fragilità e minorata difesa del piccolo. Sofferenze corporali inflitte con grave e prolungato patimento fisico e morale, con bruciature, morsi, calci, schiaffi, pugni e un trattamento degradante per la dignità del bambino”: è questo il quadro delle violenze brutali che subito il bimbo.

Per la Corte (prima sezione penale) il giudizio di secondo grado, che ha riqualificato i reati e cancellato la tortura, è “viziata da violazione di legge penale e da manifesta illogicità della motivazione”. La madre del bimbo è assistita nel processo come parte civile dall’avvocato Patrizio Nicolò. 

di: Alice GEMMA

FOTO: Ansa/Matteo Corner