ANSA/ULTIMA GENERAZIONE

Gli attivisti hanno spruzzato sulla facciata del palazzo della vernice arancione con degli estintori: gesto mosso dalla “disperazione”

Gli ambientalisti tornano ad attaccare: si è svolta questa mattina l’udienza preliminare che ha visto protagonisti i tre attivisti che ieri hanno attaccato la sede del Senato. Ultima Generazione ha fatto sapere che “il pm sta chiedendo l’obbligo di dimora“. Altri due attivisti sono stati denunciati alla Digos con l’accusa di danneggiamento aggravato.

Il giudice per le direttissime del tribunale di Roma ha convalidato gli arresti per gli attivisti Davide Nensi, Alessandro Sulis e Laura Paracini, disponendo la scarcerazione. Il processo è stato fissato per il 12 maggio. La ragazza arrestata aveva partecipato anche all’azione dimostrativa a Palazzo Bonaparte contro un quadro di Van Gogh. I tre inoltre erano stati denunciati per i blocchi stradali sul Grande Raccordo Anulare messi in atto nelle scorse settimane.

L’attivista di Ultima Generazione Simone Ficicchia, è stato denunciato anche per aver violato un foglio di via obbligatorio con il divieto di tornare nel Comune di Roma. Per Ficicchia è stato richiesto di applicare la sorveglianza speciale per un anno.

Il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri, ha annunciato che il Senato si costituirà parte civile, per i danni, nel procedimento contro gli attivisti ambientalisti.

Ieri mattina il gruppo di attivisti di Ultima Generazione ha lanciato della vernice arancione sulla facciata di Palazzo Madama a Roma, imbrattando il portone e alcune finestre della sede del Senato. L’indagine su quanto accaduto è condotta dalla Digos con l’ausilio dei carabinieri.

Nella nota con cui hanno rivendicato il blitz, gli attivisti hanno spiegato che “alla base del gesto, la disperazione che deriva dal susseguirsi di statistiche e dati sempre più allarmanti sul collasso eco-climatico, ormai già iniziato, e il disinteresse del mondo politico di fronte a quello che si prospetta come il più grande genocidio della storia dell’umanità“. L’organizzazione ha anche diffuso un video che riprende l’accaduto.

Gli ambientalisti hanno affermato che un “leggero barlume di incoraggiamento arriva per il 2023 dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che nel suo discorso alla nazione il 31 dicembre ha dichiarato che ‘la sfida, piuttosto, è progettare il domani con coraggio. Mettere al sicuro il pianeta, e quindi il nostro futuro, il futuro dell’umanità, significa affrontare anzitutto con concretezza la questione della transizione energetica’“. Ultima Generazione chiede infine di “interrompere immediatamente la riapertura delle centrali a carbone dismesse e cancellare il progetto di nuove trivellazioni per la ricerca ed estrazione di gas naturale“.

Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha condannato l’accaduto: «nessun alibi, nessuna giustificazione per un atto che offende tutte le istituzioni e che solo grazie al sangue freddo dei carabinieri non è trasceso in violenza. Il Senato è stato vigliaccamente scelto perché a differenza di Palazzo Chigi, della Camera dei deputati e di altre istituzioni, non ha mai ritenuto fino ad ora di dover creare un area di sicurezza attorno all’edificio. Ho convocato immediatamente per domani alle ore 15 il Consiglio di presidenza del Senato per ogni opportuna decisione».

La Russa ha poi avuto un colloquio telefonico con il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che ha assicurato la solidarietà e la massima disponibilità del Viminale per la sicurezza di Palazzo Madama.

Anche il presidente di Montecitorio, Lorenzo Fontana, ha espresso la sua condanna sottolineando che “le istituzioni rappresentano un presidio fondamentale della nostra democrazia e come tali vanno rispettate“. Infine, la premier Giorgia Meloni ha dichiarato che si è tratto di un “gesto oltraggioso, incompatibile con qualsiasi civile protesta“.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/ULTIMA GENERAZIONE