Il sermone di Bergoglio a Ulan Bator, nel terzo giorno del suo viaggio pastorale in Mongolia
Si è concluso il viaggio apostolico di Papa Francesco in Mongolia.
Durante il suo terzo giorno di viaggio pastorale, Bergoglio ha visitato Ulan Bator e ha tenuto un sermone durante l’incontro ecumenico e interreligioso con i leader delle confessioni presenti nel Paese.
«L’altruismo costruisce armonia e dove c’è armonia c’è intesa, prosperità, bellezza. Le religioni sono chiamate a offrire al mondo questa armonia, che il progresso tecnico da solo non può dare, perché, mirando alla dimensione terrena, orizzontale dell’uomo, rischia di dimenticare il cielo per il quale siamo fatti.
Cari fratelli e sorelle, la nostra responsabilità è grande, specialmente in quest’ora della storia, perché il nostro comportamento è chiamato a confermare nei fatti gli insegnamenti che professiamo; non può contraddirli, diventando motivo di scandalo. Nessuna confusione dunque tra credo e violenza, tra sacralità e imposizione, tra percorso religioso e settarismo.
La memoria delle sofferenze patite nel passato dia la forza di trasformare le ferite oscure in fonti di luce, l’insipienza della violenza in saggezza di vita, il male che rovina in bene che costruisce. Così sia per noi, discepoli entusiasti dei rispettivi maestri spirituali e servitori coscienziosi dei loro insegnamenti, disposti a offrirne la bellezza a quanti accompagniamo, come amichevoli compagni di strada. Si, perché in società pluralistiche e che credono nei valori democratici, come la Mongolia, ogni istituzione religiosa, regolarmente riconosciuta dall’autorità civile, ha il dovere e in primo luogo il diritto di offrire quello che è e quello che crede, nel rispetto della coscienza altrui e avendo come fine il maggior bene di tutti.
Fratelli e sorelle, il nostro trovarci qui oggi è segno che sperare è possibile. In un mondo lacerato da lotte e discordie, ciò potrebbe sembrare utopico; eppure, le imprese più grandi iniziano nel nascondimento, con dimensioni quasi impercettibili. Facciamo fiorire questa certezza, che i nostri sforzi comuni per dialogare e costruire un mondo migliore non sono vani. Coltiviamo la speranza. Le preghiere che eleviamo al cielo e la fraternità che viviamo in terra nutrano la speranza; siano la testimonianza semplice e credibile della nostra religiosità, del camminare insieme con lo sguardo rivolto verso l’alto, dell’abitare il mondo in armonia, come pellegrini chiamati a custodire l’atmosfera di casa».
Sono state poi recitate una preghiera in lingua russa e una in lingua cinese.
Il saluto a Xi Jinping. Pechino: “rafforzare reciproca fiducia con Vaticano”
Durante il volo, Bergoglio ha indirizzato un saluto al presidente della Cina Xi Jiping tramite un telegramma: “invio i miei migliori auguri a sua Eccellenza e al popolo cinese mentre attraverso lo spazio aereo del suo Paese, in rotta verso la Mongolia. Assicurandovi le mie preghiere per il benessere della Nazione, invoco su tutti voi le benedizioni divine dell’unità e della pace”.
La reazione di Pechino non si è fatta attendere. Il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin, parlando nel briefing quotidiano, ha dichiarato che “la Cina è pronta a continuare a lavorare con il Vaticano per impegnarsi in un dialogo costruttivo, migliorare la comprensione, rafforzare la fiducia reciproca”. Ha aggiunto anche che Pechino “promuoverà il processo di miglioramento delle relazioni tra i due Paesi”.
Altri telegrammi, riferisce il Vaticano, sono stati inviati ai capi di Stato dei Paesi su cui l’aereo è passato: Croazia, Bosnia ed Erzegovina, Serbia, Montenegro, Bulgaria, Turchia, Georgia, Azerbaijan e Kazakistan.
La cerimonia di accoglienza
Il Pontefice è stato accolto dalla ministra degli Esteri Batmunkh Battsetseg, allo scalo internazionale della capitale Ulan Bator con una breve e sobria cerimonia di benvenuto.
A seguire ci sono state la Guardia d’Onore e il saluto delle delegazioni, dopodiché la ministra e il Papa hanno raggiunto la Vip Lounge per un breve colloquio.
All’arrivo nella Prefettura, il Papa è stato accolto da un gruppo di anziani e di malati, poi alcuni bambini lo hanno salutato all’ingresso e omaggiato con dei fiori.
La cerimonia di accoglienza ufficiale si svolgerà domani, 2 settembre, in piazza Sukhbaatar, dove sorge il Palazzo di Stato e dove si terrà l’incontro con le autorità civili, primo appuntamento della trasferta di Papa Francesco.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA