Esclusi esponenti del terzo polo dalle nomine, Renzi: andremo da Mattarella
La polemica dal Terzo Polo scatta con Matteo Renzi che annuncia l’intenzione di salire al Colle perché tagliato fuori da Pd e M5S: «Oggi si vota per le vicepresidenze delle due assemblee e ci sono quattro posti per tre opposizioni M5s, Pd e noi. Cosa hanno fatto Pd-M5s? Hanno fatto un accordo per tagliarci fuori. Pensate che nel 2013 noi votammo Di Maio per permettere a M5s di eleggere un vicepresidente perché è un principio di buona condotta parlamentare. Invece Pd e M5s nella loro arroganza hanno deciso di tenerci fuori. E noi resteremo fuori dall”Aula e porteremo il tema al Presidente della Repubblica».
La maggioranza ha raggiunto un accordo: Forza Italia avrà una vicepresidenza della Camera e una del Senato, mentre FdI ne avrà una a Montecitorio e la Lega una a Palazzo Madama.
Basandosi su questa intesa, al Senato si dovrebbe convergere sul leghista Gian Marco Centinaio e su Maurizio Gasparri di FI, mentre alla Camera sull’azzurro Giorgio Mulé e su Fabio Rampelli di FdI.
Come questori sembra che il centrodestra voterà come questori alla Camera Paolo Trancassini (FdI) e Alessandro Benvenuto (Lega), mentre come segretari Riccardo Zucconi, Giovanni Donzelli e Chiara Colosimo di FdI e Annarita Patriarca di FI. Al Senato, la coalizione voterà come questori Antonio De Poli, presidente nazionale dell’Udc, e Gaetano Nastri di FdI.
Risale a ieri, invece, l’elezione dei capigruppo con la riconferma, ad eccezione di Forza Italia e Italia Viva, dei nomi uscenti. Simona Malpezzi guida il Pd al Senato con Deborah Serracchiani alla Camera. Lega conferma Massimiliano Romeo al Senato e Riccardo Molinari a Montecitorio. Berlusconi vira su Licia Ronzulli (al centro delle trattative per la presidenza del Senato) e Alessandro Cattaneo. Fratelli d’Italia mantiene Luca Ciriani al Senato e Francesco Lollobrigida alla Camera. Infine, il Terzo Polo punta su Raffaella Paita a Palazzo Madama e Matteo Richetti a Montecitorio.
Proseguono le polemiche
Non si placa comunque la tensione. «Il programma del centrodestra sulla politica estera è chiarissimo. Non mi risulta che le posizioni di Silvio Berlusconi siano le posizioni di Giorgia Meloni», è stato il commento del deputato di FdI Rampelli.
«Noi abbiamo proposto un dialogo tra le opposizioni. Chi ostenta un rifiuto poi si permette anche di criticare. Non si può pretendere di avere degli incarichi parlamentari che sono affidati a gruppi che hanno un numero maggiore di senatori e deputati», ha commentato il coordinatore del partito democratico, Marco Meloni.
Il calendario per la formazione del Governo
Intanto al Quirinale è tutto pronto per l’inizio dei colloqui tra gruppi parlamentari e capo dello Stato. Questa sera dovrebbe uscire il calendario delle consultazioni che si apriranno domani.
Sulla formazione del nuovo Esecutivo interviene il neo eletto presidente del Senato Ignazio La Russa: «se ognuno rispetterà il proprio ruolo e le proprie prerogative credo che presto potremmo avere un governo forte per rispondere alle esigenze dei cittadini». Mentre il riconfermato capogruppo alla Camera di Fdi, Francesco Lollobrigida, individua per martedì la possibile fiducia.
Salvini: stupore per le parole di Berlusconi
Nel corso del faccia a faccia con i responsabili economici della Lega, il leader del Carroccio Matteo Salvini avrebbe espresso “stupore” per le parole di Berlusconi su Putin registrate ieri da un audio diffuso da LaPresse. Quanto alle tempistiche sulla formazione del nuovo Governo, Salvini accelera: «si dovrebbe arrivare al giuramento già domenica, al massimo lunedì».
Meloni sbanca ai sondaggi
Intanto, in vista dell’eventuale incarico da parte di Sergio Mattarella a Giorgia Meloni per la formazione del nuovo Governo, Fratelli d’Italia cresce in popolarità. Secondo l’ultimo sondaggio Emg per Carta bianca in onda su Rai3, Fdi passa dal 26% registrato a fine settembre al 27,2%, mentre il Pd è in calo e passa dal 19, 1% al 18%. Cresce M5S (+1,1%), cala la Lega (-0,3%) così come Forza Italia (-0,4%). Cresce il Terzo Polo (+0,2%).
Per quanto riguarda la fiducia nei leader Giorgia Meloni raggiunge Mario Draghi (entrambi al 52% delle preferenze), Giuseppe Conte è al 41%, Silvio Berlusconi al 31%, Carlo Calenda al 29% e Matteo Salvini al 24%.
Letta: “centrodestra danneggia l’Italia all’estero”
L’opposizione torna all’attacco, rincarando la dose dopo le dichiarazioni choc rilasciate da Silvio Berlusconi: «Domanda per Giorgia Meloni. Chi danneggia l’Italia all’estero? L’opposizione che fa l’opposizione? Il Presidente della Camera che delegittima le sanzioni alla Russia? Gasparri contro la 194? Berlusconi che riallaccia i rapporti con l’invasore dell’Ucraina?», scrive Enrico Letta su Twitter.
Dal suo canto la leader di Fratelli d’Italia ha rafforzato invece il legame con la Polonia: «ringrazio il presidente della Polonia, Andrzej Sebastian Duda, per le parole di apprezzamento che ha espresso nei miei confronti. Sono convinta anche io che Italia e Polonia possano e debbano rafforzare la loro collaborazione per difendere insieme i nostri comuni valori e la sicurezza europea», ha scritto a mezzo Facebook.
Meloni vs Berlusconi: è nodo Giustizia
E così come Ronzulli è stata la corda nel tiro alla fune tra Meloni e Berlusconi al Senato, Casellati lo è al Ministero della Giustizia. Dopo poche ore dall’incontro tra il Cavaliere e la leader in pectore, infatti, Berlusconi è tornato a parlare dei “suoi” ai ministeri dicendo: «Antonio Tajani andrà agli Esteri, e sarà anche vicepresidente del Consiglio dei ministri. Poi Elisabetta Casellati alla Giustizia, Gloria Saccani Jotti all’Università, Anna Maria Bernini alla Pubblica amministrazione e Gilberto Pichetto Fratin all’Ambiente e alla Transizione ecologica». È ben noto tuttavia che Fdi voglia Carlo Nordio in via Arenula: «Giorgia ha insistito molto perché Nordio si candidasse con Fdi, non certo per fare il semplice parlamentarema solo perché potesse ricoprire il ruolo di ministro della Giustizia. E credo che questa sia l’intenzione della Meloni», ha detto La Russa.
Intanto Berlusconi ha incontrato l’ex procuratore Carlo Nordio e, subito dopo, il leader del Carroccio Matteo Salvini a Villa Grande.
A tal proposito l’ex pentastellato Alessandro Di Battista, ospite a diMartedì, condotto da Giovanni Floris su La7, ha detto: «se Meloni cedesse su Casellati alla Giustizia perderebbe la faccia. Mi auguro e credo che non lo farà. È evidente che ci sono dei problemi all’interno del centrodestra. Più che problemi tra Fratelli d’Italia e Forza Italia, ci sono problemi all’interno di Forza Italia. Credo che i rapporti tra Ronzulli e Tajani siano pessimi, che Tajani sia sempre più debole. Gli stanno sfilando il partito mentre Berlusconi è sul viale del tramonto».
di: Alessia MALCAUS
aggiornamenti: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA/ANGELO CARCONI