Tajani rivendica la rimozione del punto sulle ong, mentre Baerbock dichiara vittoria sugli “standard umanitari minimi”
L’ultima parola sul Patto sulle migrazioni, la cui urgenza non è più rimandabile, si avvicina. L’accordo è in stallo da giovedì scorso e si era incagliato sull'”affaire ong” che ha diviso la Germania e l’Italia. Ora sembra che i negoziati abbiano portato ad una svolta notturna, con lo stralcio del punto sulle Ong mela della discordia.
La Presidenza di turno spagnola avrebbe infatti, spiegano fonti europee all’Ansa, messo ufficialmente all’ordine del giorno della riunione odierna dei Rappresentanti Permanenti il nuovo regolamento. In questo modo l’Europa arriverà già preparata al vertice di due giorni a Granada, terzo summit della Comunità politica europea, quando si terrà anche il Consiglio Ue informale. In questa occasione è atteso, anche se non ufficializzato, il bilaterale fra Meloni e Scholz.
Anche al Coreper di oggi dunque nessun voto formale: si è cercato più un accordo informale, con l’attestazione del sostegno (o meno) al regolamento. L’intesa ha richiesto la maggioranza qualificata, il 65% dei sì pari a 15 Paesi, raggiunta con l’astensione di Austria, Repubblica Ceca e Slovacchia e il voto contrario di Polonia e Ungheria.
ll semaforo verde è infine arrivato e ad annunciarlo sono gli stessi ministri degli Esteri italiano e tedesco, che rivendicano l’accordo come rispettive vittorie.
Tajani parla di un “risultato molto positivo, un successo per l’Italia“. Il riferimento alle operazioni delle ong è stato infatti stracciato dal nuovo regolamento sulla gestione della crisi: «l’emendamento della Germania rappresentava un passo indietro, è stato ritirato: è passata la posizione italiana» assicurano da Chigi.
Baerbock, a sua volta, parla di un “successo” sia per la Germania sia per l’Europa tutta: «abbiamo lottato duramente e con successo a Bruxelles per garantire che gli standard umanitari minimi non venissero indeboliti» dichiara la titolare degli Esteri di Berlino. «La riforma limiterà efficacemente l’immigrazione irregolare in Europa e alleggerirà in modo duraturo l’onere di Stati come la Germania. Una svolta storica» rivendica ancora Scholz.
Patto sui migranti, cosa prevede l’accordo
Il primo elemento cruciale del Patto è una certa elasticità concessa agli Stati che, in situazioni di crisi, possono agire “nel campo dell’asilo e della migrazione modificando alcune regole, ad esempio per quanto riguarda la registrazione delle domande di asilo o la procedura di frontiera per l’asilo” ma anche per le procedure di rimpatrio.
Altro punto riguarda la registrazione delle domande di protezione internazionale che potrà completarsi entro quattro settimane.
Oltre a questo spazio di manovra, i Paesi potranno richiedere misure di solidarietà e sostegno all’Ue sotto forma di ricollocazione di richiedenti asilo o beneficiari di protezione internazionale o compensazioni di responsabilità: in questo caso, lo Stato in crisi chiede ad uno Stato “sostenitore” di esaminare le richieste di asilo. Infine, sarà possibile richiedere contributi finanziari o misure di solidarietà alternative.
Tutte queste misure richiederanno l’autorizzazione del Consiglio, sempre in linea con i principi di necessità e proporzionalità e nel pieno rispetto dei diritti fondamentali dei migranti.
Su questo Patto ora troveranno la giusta quadra il Consiglio Ue e il Parlamento europeo
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/EPA/HANNIBAL HANSCHKE