Vertice a Palazzo Chigi con i sindaci per la realizzazione degli stadi. Donzelli: “non l’abbiamo scritto noi ma lavoriamo per spendere tutti i soldi”
Il rush per non perdere i fondi del Pnrr è più concitato che mai, con i Comuni e le amministrazioni locali intenti in una corsa dell’ultimo minuto per portare a termine i progetti già presentati. La stessa Commissione ha invitato l’Italia a “superare tutte le criticità riscontrate” per consentire la realizzazione degli interventi previsti.
«Il presidente del Consiglio dice che lavoreremo per spenderli tutti, quelli che riusciamo a spendere, nel miglior modo possibile – assicura il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli. – Poi, che il Pnrr non l’abbiamo scritto noi, che noi eravamo all’opposizione, che sono cambiati i tempi, che cerchiamo di migliorare, cerchiamo di fare in modo che questi soldi siano utili, sono tutte cose vere» aggiunge rispondendo indirettamente alle critiche sull’operato dell’Esecutivo, nel continuo rimpallo di responsabilità fra vecchia e nuova gestione dei fondi.
Su questo punto Tajani si appella direttamente alla Commissione citando il commissario Gentiloni secondo cui l’Esecutivo europeo sarebbe “disponibile ad essere flessibile“.
Intanto le opposizioni marcano a stretto giro il Governo: «questa maggioranza – accusa Fratoianni – tende a rinviare tutte le scadenze più importanti. Come sulle case green ogni volta che si può rinviare questa maggioranza rinvia. Una maggioranza divisa che non dà risposte al Paese e che non ci dice quali sono i problemi del Paese». Secondo il leader di Sinistra Italiana il problema sarebbe politico: «continuano a dire che ci sono progetti che non si possono realizzare ma li hanno votati perché due partiti su tre al governo erano anche nel governo precedente». Il deputato si dice comunque disponibile al dialogo: «ci dicano quali sono i problemi e si discuta del merito».
«Il mio Ministero ha 60 miliardi – interviene il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. – Abbiamo ereditato dei ritardi, sì, dei progetti probabilmente non sono allineati, penso agli stadi. Se c’è qualcosa da rimodulare lo faremo ma l’obiettivo è spendere bene i fondi» assicura.
Ponte sullo stretto, Salvini: “non temo infiltrazioni”
Parlando alla stampa estera il vicepremier e ministro delle Infrastrutture torna a parlare anche del Ponte sullo Stretto di Messina; interrogato sui pericoli connessi alla legalità, Salvini assicura di non temere “infiltrazioni criminali“. A tale scopo, “ci saranno organismi di vigilanza a cui stiamo lavorando per ogni euro investito“.
«Abbiamo gli anticorpi e saremo in grado di garantire che al Ponte lavorino le migliori aziende italiane, europee e mondiali» assicura il ministro dei Trasporti.
Lo ha detto il ministro dei Trasporti, spiegando che “ci saranno organismi di vigilanza a cui stiamo lavorando per ogni euro investito“. Parlando alla stampa estera, il vicepremier ha aggiunto: “Abbiamo gli anticorpi e saremo in grado di garantire che al Ponte lavorino le migliori aziende italiane, europee e mondiali“.
«I posti di lavoro stimati non sono meno di 100 mila» ha dichiarato il ministro rispondendo a una domanda della stampa estera.
A Palazzo Chigi vertice con i sindaci per gli stadi di Venezia e Firenze
A proposito di stadi, nella mattina del 4 aprile il ministro per gli affari europei, le politiche di coesione e il PNRR Raffaele Fitto ha incontrato a Palazzo Chigi il sottosegretario Emanuele Prisco, il presidente dell’Anci Antonio De Caro e i sindaci di Firenze e Venezia, Dario Nardella e Luigi Brugnaro.
Oggetto della riunione le “criticità sull’ammissibilità di alcuni interventi finanziati dal Pnrr“; si tratta nello specifico dei “Piani Urbani integrati” presentati dai due capoluoghi. All’ordine del giorno dunque la realizzazione dello stadio Artemio Franchi di Firenze e del Bosco di Venezia.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI