Sono stati 99 i voti favorevoli, 60 i contrari e 9 gli astenuti
Il Senato ha approvato la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro Fitto sull’attuazione del Pnrr.
Sono stati 99 i voti favorevoli, 60 i contrari e 9 astenuti.
Le comunicazioni di Fitto
Raffaele Fitto, ministro per gli Affari Europei, ha discusso oggi alla Camera gli aspetti della recisione complessiva degli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Fitto ha spiegato che “venerdì la Commissione Ue ha dato il via libera alle proposte che il governo ha messo in campo sia relativamente all’approvazione della terza rata, con modifiche, che alla quarta. È stato un lavoro molto complesso e articolato” che visto anche un “apprezzamento pubblico da parte di molti esponenti Ue. Il coordinamento e il confronto costante con l’Ue sta producendo dei risultati positivi“. L’obiettivo del ministro è stato inoltre quello di “smentire la narrazione proposta dalle opposizioni sulla perdita dei fondi del Pnrr“.
«All’atto di insediamento del governo abbiamo verificato 25 obiettivi raggiunti e gli altri da raggiungere, è stato un lavoro molto complesso che ha visto 47 modifiche con interventi normativi e amministrativi. Sono stati raggiunti 54 obiettivi, spostandone uno sulla quarta rata, quello sulle residenze per studenti universitari. Questo ha comportato un accordo serio e costruttivo con la Commissione Ue, apprezzato reciprocamente – ha spiegato. – Non considero positiva la costruzione di una polemica su questi obiettivi. Il lavoro fatto sulla terza e quarta rata ci insegna che le questioni vanno risolte preventivamente. Si devono evitare le situazioni come quelle accadute sul piano urbano integrato che cofinanziava anche gli stadi di Firenze e Venezia. Quei progetti risultavano un obiettivo raggiunto ma la Commissione Ue ci ha spiegato successivamente la inammissibilità di quelle proposte ».
«Il lavoro sulla terza rata ci insegna che bisogna costruire soluzioni prima che si arrivi al problema. La quarta rata passerà da 16 miliardi a 16,5 con il recupero delle risorse di un obiettivo della terza rata spostato alla quarta. Si avvia una fase che concluderà il suo iter entro il 2023 e consentirà di ricevere 35 miliardi, ovvero l’intera somma prevista – ha aggiunto. – Questo lavoro fatto negli ultimi mesi ci deve accompagnare – ha continuato – dalla quinta alla decima rata. Dobbiamo avere un approccio corretto che ci ponga in modo completo rispetto alla scadenza del piano, giugno 2026».
Il ministro è poi passato ad assicura ai sindaci che non ci sarà “nessuna interruzione, gli interventi vanno avanti. Stiamo garantendo il finanziamento per tutti gli interventi” e che “gli interventi saranno oggetto di confronto con la Commissione Ue e noi proporremmo delle modifiche. Una serie di questi interventi vanno spostati su altre fonti di finanziamento“.
A proposito invece degli asili nido secondo Fitto “il dibattito è surreale visto che non c’è alcuna responsabilità del governo. Abbiamo trovato 900 milioni aggiuntivi per un bando, altro che tagli” e la “polemica sui beni confiscati alle mafie: non è vera, è strumentale. Questo intervento prevede la valorizzazione dei beni confiscati per 300 milioni soprattutto nelle regioni del sud e stabilisce che il tempo avrebbe dovuto essere anticipato a giugno 2023“.
Prosegue poi il ministro: «le questioni che portiamo all’attenzione del Paese e del dibattito con le organizzazioni di categoria e gli enti locali sono oggettive, e non possono essere semplificate con l’idea che il governo vuole definanziare questo o quell’intervento per chi sa per quali ragioni. Abbiamo un’idea molto chiara: lavoreremo per salvaguardare tutti gli interventi fino in fondo e non ci sarà nessun intervento in questo fase che correrà dei rischi» e aggiunge: «la scelta è chiara si può continuare, come io non mi auguro ad ascoltare una serie di critiche a prescindere, oppure, come mi auguro poterci confrontare nel merito rispetto alle soluzioni».
Se dai banchi del governo si alzano i complimenti verso il ministro con l’intervento di Licia Ronzulli, la presidente dei senatori di Forza Italia, dalle fila Dem si alza la voce del capogruppo Pd in Commissione Bilancio a Montecitorio, Ubaldo Pagano: «anche oggi il Ministro Fitto ha fatto il suo sermone in Parlamento senza aggiungere assolutamente nulla rispetto a quel poco che era già noto. Continua a ripetere che i progetti ‘espulsi’ dal Piano saranno finanziati con altri fondi eppure continua a non dire come e con quali fondi ciascun progetto troverà finanziamento. D’altronde, si guarda bene dal dare al Parlamento un elenco puntuale di questi interventi, forse perché ha paura della reazione di tutti quei territori che perderanno risorse e progetti». Mentre su Twitter Alessandro Zan sostiene che “un’ora di intervento di Fitto che può essere riassunto in ‘Tutto va bene Madama la Marchesa’. Intanto dal Pnrr spariscono miliardi per transizione ecologica, asili, alloggi universitari, medicina territoriale. Nel terrore crescente dei sindaci italiani, di centrodestra compresi“; sul social anche il segretario di +Europa Riccardo Magi commenta le dichiarazioni del ministro che “punta il dito contro le opposizioni, contro le critiche, contro ‘la narrativa’. Fitto fa domande e non dà risposte. Sembra arrivato ieri. Cosa ha fatto il governo fino a oggi? Perché non ha affiancato i comuni nell’attuazione dei progetti? La verità è che la volontà di stravolgere la governance del Pnrr ha paralizzato la realizzazione del Piano per almeno 6 mesi e Fitto oggi assume questo atteggiamento vittimistico per nascondere le evidenti difficoltà del governo sul Pnrr“.
Anche Elly Schlein ribatte alle parole del ministro Fitto spiegando che “siamo preoccupati per il Paese e c’è il sospetto non solo che siate incapaci di gestirlo ma che qualcuno speri in un segnale” a livello europeo in merito al fallimento del Pnrr. Inoltre la segretaria del PD accusa la maggioranza di star “giocando con la credibilità dell’Italia” e chiede di smettere di “piantare bandierine ideologiche negli occhi dei più poveri” con i tagli, “se volete condurre in porto il Pnrr noi ci siamo, tifiamo per l’Italia e vogliamo metterci alla stanga: a voi la possibilità” invertendo la rotta, ascoltando sindaci e opposizioni “di fermare questi tagli per non perdere questa occasione storica“.
di: Flavia DELL’ERTOLE
aggiornamenti di: Francesca LASI
FOTO: ANSA/GIUSEPPE LAMI