La Procura stabilirà se archiviare il caso o deferirlo al TNA
Si sono svolte ieri 5 ottobre le controanalisi di Paul Pogba. Il calciatore della Juventus era risultato positivo all’antidoping e il nuovo test ha confermato le analisi sul testosterone. Questo l’esito delle prove sul campione B effettuate nel laboratorio romano dell’Acqua Acetosa. È ufficiale dunque che Pogba andrà a processo.
In sede giudiziale sportiva la Procura antidoping dovrà stabilire se deferire il centrocampista al Tribunale Nazionale Antidoping o se invece archiviare il caso.
Il calciatore potrà scegliere de presentare delle memorie difensive o se invece farsi interrogare, allo scopo di dimostrare la non intenzionalità a doparsi. In caso di condanna, Pogba rischia un minimo di due anni di squalifica, in caso di non intenzionalità, fino a un massimo di quattro anni di stop.
C’è una terza via: il francese potrebbe patteggiare, arrivando a fruire di uno sconto di pena del 50%. In questo caso il minimo cui andrebbe incontro sarebbero 12 mesi di squalifica.
Si attendono commenti dalla Juventus. In caso di squalifica il club potrebbe rescindere dal contratto, altrimenti in scadenza al 2026. Nel frattempo potrebbe sospendere il pagamento dell’ingaggio. In questo caso il calciatore prenderebbe il minimo salariale di 39mila euro lordi, al posto degli 8 milioni lordi annui che, al momento, lo rendono il calciatore più pagato della Serie A.
di: Marianna MANCINI
FOTO: ANSA/ALESSANDRO DI MARCO