PORTOGALLO EUTANASIA

Il motivo del respingimento risiede nell’ambiguità del lessico utilizzato

La Corte costituzionale portoghese ha bocciato nuovamente la legge sulla depenalizzazione dell’eutanasia, già respinta due volte: nel 2021 dalla stessa Corte e l’anno seguente da un veto presidenziale.

Il motivo delle stroncature precedenti risiedeva nell’ambiguità del lessico utilizzato: si parlava, infatti, di malattia “fatale”, poi “incurabile”. Anche l’ultima versione aveva suscitato i dubbi del l presidente della Repubblica Marcelo Rebelo de Sousa che per questo l’aveva rinviata alla Corte costituzionale.

Dal comunicato letto dal giudice presidente della Corte João Caupers si evince che il Parlamento portoghese, nel rielaborare il testo di legge, è andato legittimamente oltre le correzioni richieste ma è comunque rimasto ambiguo rispetto alla definizione della malattia e della sofferenza: “fisica, psicologica e spirituale”. Secondo i giudici non è chiaro se l’interpretazione dei tre aggettivi debba essere “cumulativa” o “alternativa”.

La bocciatura, tuttavia, non è stata decisa all’unanimità ma a maggioranza.

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/EPA/TIAGO PETINGA