Nel suo intervento al simposio di Jackson Hole il presidente della Fed non ha fornito indicazioni su come potrebbero aumentare i tassi di interesse a settembre

Secondo Jerome Powell per riportare i prezzi alla stabilità sarà necessaria un’azione forte da parte della Fed. Nel suo intervento al simposio di Jackson Hole il presidente della Federal Reserve ha sottolineato, a questo proposito la necessità di una politica restrittiva.

«L’economia statunitense avrà bisogno di una politica monetaria restrittiva per qualche tempo prima che l’inflazione sia sotto controllo, un fatto che significa crescita più lenta, mercato del lavoro più debole e “un po’ di sofferenza” per famiglie e imprese – ha affermato Powell – È probabile che la riduzione dell’inflazione richieda un periodo prolungato di crescita al di sotto del trend. Inoltre, ci sarà molto probabilmente un indebolimento delle condizioni del mercato del lavoro. Tassi di interesse più alti, una crescita più lenta e condizioni del mercato del lavoro più deboli ridurranno l’inflazione, ma causeranno anche un po’ di sofferenza alle famiglie e alle imprese».

Il numero uno della banca centrale statunitense ha ammesso di essere cosciente che queste misure causeranno sofferenza, ma non agire in questo modo porterebbe “a una sofferenza maggiore”: «Questi sono i costi sfortunati della riduzione dell’inflazione. Ma non riuscire a ripristinare la stabilità dei prezzi vorrebbe dire una sofferenza molto maggiore. Man mano che la sofferenza aumenta, la gente non dovrà aspettarsi che la Fed risponda rapidamente fino a quando il problema dell’inflazione non sarà risolto».

Powell non ha però fornito alcuna indicazione su come potrebbero aumentare i tassi di interesse: la prossima riunione della Fed è prevista il 20-21 settembre e, secondo gli analisti, i tassi potrebbero aumentare di 50 o 75 punti base.

di: Francesca LASI

FOTO: ANSA/EPA/JIM LO SCALZO