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L’Iran si propone per garantire il fabbisogno europeo con il rilancio del patto sul nucleare

Venerdì 9 settembre i ministri dell’Energia Ue si riuniranno per discutere del price cap ai prezzi del gas e di possibili linee di credito d’emergenza per gli operatori del mercato energetico.

Lo riferisce Ansa citando una bozza del documento della presidenza ceca in cui si legge che tra le opzioni ci sarebbe “limitare temporaneamente il prezzo del gas utilizzato per la produzione di energia elettrica“, “limitare temporaneamente il prezzo del gas importato” ed escludere temporaneamente la “produzione di energia elettrica da gas dall’ordine di merito e determinazione del prezzo sul mercato elettrico“.

Intanto, l’Alto rappresentante per la Politica estera Ue, Josep Borrell, ha dichiarato in occasione della Conferenza interparlamentare sulla politica comune di difesa e sicurezza a Praga: «nel campo del gas e del petrolio i russi ora sono in fase depressiva, hanno bisogno di sviluppare nuovi campi ma non saranno in grado di sviluppare questi campi senza un forte coinvolgimento tecnologico da parte delle aziende occidentali e della tecnologia occidentale. Senza di noi non possono continuare a sviluppare le capacità di gas e petrolio».

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Nasser Kanani, citato da Mehr, afferma che, con il rilancio del patto sul nucleare del 2015 e la rimozione delle sanzioni contro Teheran, l’Iran potrà contribuire a soddisfare i bisogni energetici dell’Europa. «I Paesi europei stanno affrontando problemi nelle forniture dell’energia di cui hanno bisogno e se il negoziato avrà successo e le sanzioni unilaterali contro il nostro Paese saranno rimosse, l’Iran potrà soddisfare gran parte delle esigenze dell’Europa» – ha dichiarato Kanani.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA/EPA/STEPHANIE LECOCQ