Michel: “dobbiamo agire sui prezzi”. Von der Leyen: “oggi nessuna decisione su Price Cap”
Al punto stampa fuori dal Castello di Praga dove si è svolto oggi il Consiglio europeo, il premier Mario Draghi ha assicurato che entro fine ottobre arriverà una proposta per calmierare il prezzo dell’energia: “proporremo il meccanismo di solidarietà Ue“, ha spiegato. Ha poi aggiunto anche, rispondendo alle domande dei giornalisti, che sul nuovo Governo italiano non c’è nessuna preoccupazione in Europa, piuttosto ci sono curiosità e rispetto. L’attenzione generale è rivolta alla situazione in Ucraina e c’è preoccupazione condivisa sulla propaganda russa.
La presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen ha chiarito arrivando al Castello di Praga che il consiglio in programma oggi si occuperà di discutere del Price Cap ma non prenderà decisioni nell’immediato, perché la priorità adesso è capire come limitare i picchi nei prezzi. «Non ci saranno decisioni essendo un Consiglio informale in preparazione del Consiglio di ottobre. Ora è tempo di discutere di come limitare i picchi nei prezzi dell’energia e la manipolazione operata da Putin. La seconda cosa importante da discutere è il level playing field, ovvero che le aziende di ogni Paese abbia la stessa possibilità di partecipare al mercato unico, con equità. Il terzo punto è il RePower, e come potenziarlo».
Sulla stessa linea il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel: «La crisi energetica è una sfida molto importante da affrontare. Senza conclusioni scritte possiamo fare passi nella giusta direzione per identificare e decidere magari chiudendo su tre questioni: come possiamo ridurre la domanda, agire sui rifornimenti e sui prezzi, perché c’è un’enorme pressione sulle famiglie, sulle loro imprese. Per lo sviluppo economico dell’Ue è fondamentale poter risolvere questa questione, non abbiamo il diritto di perdere tempo, non è un’opzione perdere tempo e bisogna decidere al più presto».
Il cancelliere austriaco Karl Nehammer al suo arrivo al vertice ha esposto la necessità di evitare che un possibile price cap europeo diventi un embargo al gas della Russia. Ha poi precisato di essere favorevole ai negoziati per arrivare a una soluzione comunitaria per abbassare i prezzi del gas e dell’energia.
GB, dilaga il panico per i blackout
Intanto in Gran Bretagna dilaga l’incubo di potenziali blackout invernali. Gli scenari ipotizzati dal gestore della rete pubblica di distribuzione dell’elettricità, il National Greed, ha spaventato la popolazione. La Gran Bretagna copre con gli idrocarburi russi il 40% del suo fabbisogno di elettricità, in parte importato dall’Europa continentale, e quindi subisce gli effetti della disponibilità e dei costi globali del gas sui mercati internazionali.
National Greed ha evocato ieri, nell’ipotesi “peggiore” d’un drastico tracollo delle forniture, possibili blackout fino a tre ore quotidiane in inverno nei giorni di maggior richiesta, con preavviso alle famiglie di un giorno.
di: Micaela FERRARO
FOTO: ANSA/ EPA/MARTIN DIVISEK