ANSA / Fabrizio Fois

La vittima italo-norvegese ha interrotto la sua deposizione per un crollo emotivo

Nuova udienza del processo a Ciro Grillo, Edoardo Capitta, Vittorio Lauria e Francesco Corsiglia per violenza sessuale. La ragazza italo-norvegese che è la principale accusatrice degli indagati torna in aula per il secondo giorno consecutivo. Nella giornata di ieri, la giovane ha avuto un crollo emotivo.

La ragazza oggi è stata interrogata dalla controparte. L’avvocata Giulia Bongiorno ha dichiarato: «l’udienza dimostra come, facendo il loro lavoro, gli avvocati di controparte compiono una caccia all’errore, come se la persona offesa fosse l’imputata, chiedendo come fosse vestita, se ci fossero stati precedenti frequentazioni, sulla scuola cattolica, con domande dirette a tratteggiare una personalità che la mia assistita ha sempre respinto. Anche nella chat la ragazza ha sempre detto che per lei il sesso è sacro, ma le dava fastidio essere considerata ‘leggera’ perché norvegese. Che aveva avuto dei flirt, ma che per lei il sesso è sacro. Credo che questa sia la linea che emerge in maniera documentale. Poi si sta parlando anche della tuta e di come è vestita, si fanno domande per screditare la teste, ma è una ragazza provata che stanotte non ha chiuso occhio dopo aver dovuto rivivere questa vicenda, vuole essere precisa ma cade in momenti di grande sconforto. Ma con grande rigore sta cercando di andare avanti».

La studentessa ha raccontato la serata del 16 luglio 2019, trascorsa al Billionaire: ha detto che tutti avevano bevuto molto, e quando ha cominciato a parlare della notte tra il 16 e il 17 trascorsa nella villetta di Porto Cervo dei Grillo, dove si sarebbe consumata la violenza, è scoppiata a piangere e l’udienza è stata fermata.

È stato chiesto di farla proseguire con un paravento per proteggere la teste ma l’istanza è stata respinta e la giovane ha risposto nuovamente alle domande del pm Gregorio Capasso. Ripresasi, ha dichiarato: «ero paralizzata, volevo urlare ma non riuscivo a muovermi».

La giovane ha proseguito il racconto. «Non avevo la forza di reagire. Mi hanno costretta a bere una bottiglia di vodka, da lì in poi il black out» ha dichiarato la ragazza,

«Una ragazza distrutta, devastata che ha fatto una deposizione tra i singhiozzi – ha dichiarato l’avvocata di parte civile Giulia Bongiorno – Credo che per un legale queste giornate siano le più difficili, le più complicate e le più dolorose, perché vedere una persona che ha parlato di suicidio, di atti di autolesionismo, di corse verso i binari per farsi mettere sotto il treno non è facile. A volte queste cose si banalizzano ma invece sono di una gravità inaudita».

Sono state fissate già altre due udienze: il 31 gennaio e l’1 febbraio 2024, dopo quelle in programma per il 13 e 14 novembre in cui verrà riascoltata la ragazza.

di: Micaela FERRARO

aggiornamenti: Francesca LASI

FOTO: ANSA / Fabrizio Fois