Confermata la sentenza di assoluzione in primo grado per l’accusa di corruzione internazionale
L’assoluzione dei 15 imputati nel processo di secondo grado sul caso Eni/Shell-Nigeria diventa definitiva. Il sostituto pg di Milano, Celestina Gravina, ha infatti rinunciato ai motivi d’appello.
La rinuncia è stata comunicata in aula dal pg all’apertura dell’udienza. Durante il suo intervento il pg, oltre a chiedere “la declaratoria di passaggio in giudicato”, ha dichiarato: «questo processo deve finire perché non ha fondamento. Gli imputati che per 7 anni sono stati sotto procedimento hanno il diritto di vedere cessare questa situazione che è contra legem rispetto all’economia processuale e alle regole del giusto processo». Nell’aprile del 2021 i coinvolti erano stati assolti dall’accusa di corruzione internazionale perché “il fatto non sussiste”.
La seconda Corte d’Appello di Milano, presieduta da Enrico Manzi, ha preso atto della rinuncia da parte del pg.
Tra i 15 imputati, ora assolti, ci sono anche l’attuale amministrato delegato della compagnia petrolifera Eni, Claudio Descalzi, il suo predecessore Paolo Scaroni e le due società.
Va avanti, invece, il processo civile che potrebbe concludersi con un risarcimento nei confronti della Repubblica Federale della Nigeria.
di: Alessia MALCAUS
FOTO: ANSA/ MATTEO CORNER